Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Treofan, ultima chiamata al Mise per evitare l'emorragia di licenziamenti

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 28 dicembre, si compie l'ultimo atto della vicenda dei 142 lavoratori Treofan in odore di licenziamento. Una videcall con il Mise che i sindacati auspicano come risolutiva

La vertenza Treofan sembra giunta a un punto di svolta vero. Nel pomeriggio di oggi, 28 dicembre, è in programma una videoconferenza con il Mise (ministero dello sviluppo economico) che avrà l'obiettivo di formulare ufficialmente, come auspicato dalle sigle sindacali, un passo indietro alla Jindal scongiurando così l'emorragia di 142 posti di lavoro.

Da una parte l'azienda indiana che non sembra aver dato segni di resa. Dall'altra i lavoratori del polo chimico sostenuti dalle sigle sindacali, le istituzioni laiche e religiose regionali che invocano l'immediata revoca della procedura di licenziamento. Il "time-out" è previsto fra 40 giorni entro i quali, come da normativa, il commissario liquidatore Del Borrello dovrà ultimare le operazioni. 

Come riportato nell'edizione odierna del Corriere dell'Umbria, il commissario ha già dichiarato non accoglibili le richieste delle parti sociali. Solamente un intervento del governo potrebbe inescare un processo di revisione degli accordi ed evitare la chiusura dello stabilimento della Polymer. 

L'accordo siglato ad agosto 2020

In agosto l'amministratore delegato della Jindal, Manfrend Kaufmann, aveva sottoscritto un accordo in presenza della sottosegretaria allo sviluppo economico, Alessandra Todde, nel quale impegnava l'azienda a favorire la ripresa del polo chimico a seguito del blocco delle portinerie andato avanti per circa 50 giorni. Inoltre, all'interno dell'accordo era prevista la ricollocazione di alcune produzioni speciali storicamente realizzate dal sito ternano. Da lì a poco, invece, sono partite le lettere di licenziamento. 

La vertenza sta interessando più di 200 lavoratori, diretti e indiretti, e gli esiti andranno a generare inevitabilmente reazioni a catena sulle aziende strettamente connesse con la produttività del polo chimico. 

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