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Cascata delle Marmore, grande successo per Umbria Green Festival “Mille miliardi di alberi in più per ridurre il riscaldamento globale”

La kermesse ha ospitato diversi esponenti di spicco legati al tema ambientale. Grande successo di pubblico per l’intervento del professore Stefano Mancuso

Un trittico di giornate dedicate all’educazione ambientale, in scena alla cascata delle Marmore. Il centro educazione ambientale, facente parte della rete CEA del Comune di Terni - gestita dalla cooperativa Monte Meru per conto di Vivaticket - ha ospitato Umbria Green Festival. Numerosi gli ospiti che si sono avvicendati, rispettivamente l’1, 2 e 4 settembre. Nella fattispecie i filosofi Maurizio Ferraris e Felice Cimatti, lo storico e critico Paolo Repetto, il regista Andrea D'Ambrosio, lo scrittore Daniele Pasquini. Infine, per concludere, grande successo per l’intervento del professor Stefano Mancuso con circa duecento persone che hanno raggiunto l’area picnic della cascata.

Il professor Mancuso ha focalizzato l’attenzione sul tema del riscaldamento globale, indicando una soluzione pratica per risolvere l’annosa questione: “Il tasso di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre è in continuo aumento, nonostante i nostri sforzi profusi negli ultimi trent’anni. Tale incremento non si è arrestato, anzi ogni anno ne produciamo di più, rispetto all'anno precedente. A tal proposito, negli ultimi 100 anni, siamo passati da 280 ppm a 416 ppm e attualmente l'aumento è di circa 2 ppm l'anno. L'anidride carbonica è responsabile dell’effetto serra. Il riscaldamento globale, al quale andremo incontro, porterà a fenomeni sempre più estremi dei quali siamo purtroppo ultimamente testimoni, come ad esempio lunghe ondate di calore, imponenti fenomeni temporaleschi, per citarne alcuni”.

La possibile soluzione: “Nuove tecnologie che possano catturare Co2 dell'atmosfera o strategie per limitarne la produzione, comportano un impegno a livello mondiale che difficilmente potremo raggiungere, nel breve periodo. Tuttavia abbiamo ancora un’ancora di salvezza: sono le piante. Sottraendo l’anidride carbonica dell’atmosfera, immagazzinandola e utilizzandola per i loro processi metabolici, possono dunque contribuire in modo fattivo alla riduzione del riscaldamento globale. La soluzione è dunque piantare più alberi. A tal proposito – ha affermato il professore – è stato calcolato che ne occorrono mille miliardi in più. Sembrerebbe un numero impossibile da raggiungere ma va considerato che negli ultimi 200 anni ne sono stati tagliati 2000 mila miliardi”.

Uno scenario da tenere a mente: “Lo spazio per tali piantumazioni sarebbe ricavabile limitando l'uso del suolo per l'agricoltura. Oggi infatti occupa il 50% delle terre disponibili ma che per la maggior parte è utilizzato per coltivare foraggi utili all'alimentazione del bestiame. Sarebbe quindi sufficiente diminuire del 25% il consumo di carne per liberare il suolo di cui abbiamo bisogno per i mille miliardi di piante. Particolarmente importante è inoltre aumentare il numero di alberi all'interno delle città. Occupano meno del 2% delle terre emerse, ma emettono l’80% della anidride carbonica del pianeta. Oltretutto – problema importante anche a Terni - le piante in città impediscono il formarsi delle cosiddette isole di calore, e manterrebbero più fresca l'aria in ambiente urbano”.

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