Umbria Jazz, la proposta del festival itinerante: “A Terni tutto tace mentre a Perugia ne rivendicano l’esclusività”

I pentastellati ternani danno seguito all’emendamento presentato dal consigliere regionale Thomas De Luca presentando un atto di indirizzo relativo alla manifestazione

foto di repertorio

Una nuova visione di Umbria Jazz, volta alla valorizzazione ulteriore del patrimonio turistico. Lo scorso 21 luglio l’assemblea regionale aveva accolto favorevolmente un emendamento presentato dal consigliere Thomas De Luca del Movimento Cinque Stelle. Al suo interno veniva affermato come sia necessario: “Intraprendere un percorso con la Direzione artistica volto a sostenere performance itineranti e diffuse sul territorio regionale, in sinergia con i comuni, con l’obiettivo di moltiplicare, in tutta l’Umbria ricadute positive in termini di filiera turistica, agroalimentare, artigianale, dei servizi, dei pubblici esercizi e del commercio in generale”. 

L’atto di indirizzo del Movimento cinque stelle

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale da remoto i consiglieri hanno presentato un atto di indirizzo che impegna il sindaco e la giunta: “Ad aprire e mantenere una interlocuzione continua con la Fondazione e la direzione artistica di Umbria Jazz, mettendo a disposizione il massimo delle risorse possibili economiche e organizzative, allo scopo di valorizzare tutto il patrimonio turistico del territorio”. I pentastellati ricordano come la manifestazione nacque il 23 agosto 1973, a seguito di una serata svoltasi nella location di Villalago a Piediluco. La formula itinerante caratterizzò i primi anni di vita del festival poi tramutatosi in stanziale a partire dal 1982. A tal proposito i consiglieri sottolineano come: “Ai fini della valorizzazione della manifestazione, è utile intraprendere un percorso con la direzione artistica volto a sostenere il maggior numero di eventi nel territorio ternano”. La finalità è quella di: “Promuovere, valorizzare le strutture storiche e culturali della nostra città, in modo di avere ricadute positive in termini di filiera turistica, agroalimentare, artigianale, dei servizi, dei pubblici esercizi e del commercio tutto”.

Federico Pasculli: “A Terni tutto tace”

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Federico Pasculli ha fatto poi il punto della situazione, rimarcando le differenze tra i due capoluoghi: “A Terni purtroppo tutto tace probabilmente per colpa delle solite logiche di partito, mentre a Perugia il consiglio comunale sta già salendo sugli scudi per rivendicare l’esclusività di un festival che deve rimanere così com’è."

"Per l’ennesima volta da Perugia ci insegnano come dinanzi agli interessi del loro territorio sappiano dare una risposta: forte, coesa e trasversale. Intanto nel sud della regione, su una partita strategica come lo sviluppo di nuovi eventi collegati ad un festival di caratura mondiale quale Umbria jazz, sono state ben poche le forze politiche e sociali che si sono sentite in dovere di difendere gli interessi di Terni. Ora - conclude Pasculli - a prescindere di chi ha proposto l’atto accolto dalla regione sarebbe il caso che si aprisse quantomeno un dibattito e si facesse squadra. Invece a Terni tutti si muovono solo quando si parla di poltrone”.

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