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Un albero per ogni nuovo nato, ma Terni è “fuorilegge”: ecco perché la città non è poi così verde

Una norma dello Stato impone ai comuni sopra 15mila abitanti di mettere a dimora una pianta per ogni neonato o minore adottato: cosa è successo negli ultimi anni fra “motoseghe” e piantumazioni

Cecil Konijnendijk, docente di ecologia forestale all’Università di British Columbia, ha codificato la cosiddetta regola del 3-30-300 “per una copertura arborea equa sul territorio urbano”. In buona sostanza, l’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire che da ogni casa devono essere visibili tre alberi, la copertura del 30 per cento deve essere su base quartiere e non su base città e ogni abitante deve vivere a non più di 300 metri dal più vicino parco o area verde. “Questa struttura – sostiene Konijnendijk - garantisce che ogni persona possa accedere alla propria dose di verde urbano”.

A fissare questo importante traguardo è la relazione arborea licenziata a marzo del 2023 dalla giunta guidata da Leonardo Latini. Poi, la recente storia elettorale ha cambiato le carte in tavola. Ma insomma: se vi affacciate dalla finestra di casa, la regola del 3-30-300 è rispettata? Terni verde è proprio così?

Qualche elemento di analisi può arrivare proprio dal dossier redatto dalla precedente amministrazione di Terni: dal 2018 al 2023, in città sono stati abbattuti 894 alberi (il record nel 2018 con 265 abbattimenti). Nello stesso periodo, le nuove piantumazioni sono state 1.733 (il record nel 2022 con 699 nuovi alberi messi a dimora). Da questo deriva che il patrimonio arboreo del Comune di Terni conta al febbraio 2023 quasi 23mila esemplari arborei. Occorre fare qualche aggiustamento visto che, sempre nel corso del 2023 c’è stato l’abbattimento di circa 200 piante nella pineta Centurini e che poi, nei primi mesi del 2024, le “motoseghe” sono entrate in azione prima a Piediluco e poi in via Alfonsine. Per un conto complessivo di circa un migliaio di alberi tirati giù.

Il bilancio, però, è comunque favorevole perché le nuove piantumazioni superano di oltre 700 unità gli abbattimenti. Ma non è proprio così. La legge numero 10 del 14 gennaio 2013, all’articolo 2, dice infatti che ogni comune con popolazione superiore a 15mila abitanti ha l’obbligo di “porre a dimora” un albero per ogni neonato residente e per ciascun minore adottato.

Sempre la relazione arborea del 2023 dice che, nel quinquennio 18-23 a Terni sono nati 3.172 bambini. Pochi per mettere un freno all’inverno demografico, ma questa è un’altra storia. Molti, se si pensa che per ognuno di loro la città potrebbe avere avuto un albero in più. Secondo una recente analisi dell’Istat, però, nel 2021 a Terni il numero di nuovi alberi piantumati “in seguito alla nascita di ogni bambino e per ciascun minore adottato” è stato pari a 132 (a fronte di 638 nuove nascite) mentre nel 2022 è stato di 60 (572 nuovi nati). Il bilancio è dunque abbastanza in perdita e c’è ancora da fare. Per la Terni del futuro. Magari anche un po’ più verde.

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