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Una raccolta firme per il diritto di prelazione del Mibact sul Teatro Sociale di Amelia. Ma il tempo sta per scadere

Sono 2120 le firme dei cittadini amerini alla petizione lanciata su change.org per sostenere l'esercizio diritto di prelazione da parte del Mibact e scongiurare la definitiva aggiudicazione del teatro da parte di un imprenditore privato

Ci sono pochi giorni a disposizione del ministero dei Beni Culturali per esercitare il diritto di prelazione e riacquisire il Teatro Sociale di Amelia, recentemente aggiudicato all'asta a un imprenditore ternano per 414.000 euro. La comunità amerina non è rimasta a guardare e si è organizzata attorno a questa clausola sostenedo l'esercizio della prelazione attraverso una petizione sul portale Change.org.

Ad oggi, sono circa 2.120 le firme depositate sul sito che aumentano ogni giorno di più. Tuttavia potrebbero non essere sufficienti perché il pallino è nelle mani di un ministero già estremamente oberato da richieste relative a tutele pubbliche di beni storici e culturali. Proprio come questo splendido teatro eretto nel 1783, miniatura de "La Fenice" di Venezia. 

"Il teatro non solo è un simbolo identitario della città di Amelia - scrivono gli organizzatori della petizione-, ma fa parte del “patrimonio storico artistico della Nazione” (Art. 9 della Costituzione). Per esercitare il diritto di  prelazione il Mibact dovrebbe intervenire entro la fine di gennaio 2021 con 414.000 euro. Il Teatro di Amelia, dall’originaria “societas” dei nobili amerini del ‘700 entrerebbe così nella pubblica proprietà, restituendo un bene prezioso alla città ed agli amanti dell’arte".

La struttura era, fino all'aggiudicazione provvisoria avvenuta il 17 novembre scorso, suddiviso in quote sottoforma di palchi in gran parte attribuiti all'antica Società Teatrale. Altre quote erano detenute dal comune di Amelia e da famiglie amerine. L'asta è stato l'ultimo atto di un processo di indebitamento economico insostenibile contratto negli ultimi anni. 

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