“Lezioni, biblioteche, mense e esami di laurea: studenti universitari dimenticati”

L’intervento di Gentili: le tasse per l’anno accademico 19/20 sono state pagate per intero e dunque era necessario predisporre linee guida per le riaperture

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Edoardo Gentili, ex presidente dell’associazione di rappresentanza universitaria Idee in Movimento, che denuncia i gravi ritardi delle riaperture e per la mancata comunicazione delle linee guida per riaprire dipartimenti, biblioteche, aule studio.

I cancelli della nostra università sono chiusi e non sappiamo ancora se e quando potremo tornare a varcarli.

La categoria di noi studenti universitari sembra essere quella maggiormente dimenticata, quasi invisibile in questo contesto storico di emergenza sanitaria e socio-economica.

Dimenticati dal dibattito pubblico, totalmente assorbito da scuola e banchi a rotelle; dimenticati dalle istituzioni, che spesso si sono nascoste dietro slogan e banali frasi di incoraggiamento, ma senza elaborare un serio e concreto piano di ripartenza.

Siamo consci che durante i mesi del lockdown, grazie al lavoro dell’Università e al trasferimento della didattica e degli esami online, siamo riusciti ad andare avanti, ma adesso è il momento di ripartire sul serio. Sono mesi che attendiamo risposte chiare e certe su come e quando si sarebbe ripartiti, ma arrivati ormai a settembre riteniamo che non sia più possibile aspettare ancora in silenzio.

Quando ripartiranno le lezioni? In quale modalità? E gli esami? Si potranno utilizzare biblioteche ed aule studio? I laboratori? Continueremo a laurearci online? Mense ed altri servizi saranno fruibili? Le tasse?

Negli ultimi mesi, seppur con protocolli rigidi e con le dovute raccomandazioni di precauzione si sono riaperti bar, ristoranti, lidi, musei, cinema, teatri e perfino le discoteche, mentre tutti i luoghi dell’università sono rimasti tristemente chiusi ed inaccessibili.

La vita della e nella comunità universitaria per gli studenti è da sempre sinonimo di socialità, scambio, stimolo e confronto. L’origine stessa delle università è da rintracciarsi nella socialità: esse sono nate quasi mille anni fa proprio dalle libere associazioni di maestri e studenti, le universitates, alle quali devono il loro nome.

Per questa ragione, e anche per il fatto che, seppur posticipate, le tasse universitarie dell’anno accademico 19/20 sono state pagate a prezzo intero, era necessario con maggiore coraggio ma non con minore attenzione, predisporre delle linee guida per le riaperture almeno di biblioteche e spazi di studio nei mesi precedenti; tutti servizi, ci teniamo a ribadirlo, a cui noi studenti abbiamo diritto e che abbiamo effettivamente pagato.

Eppure sarebbe potuta essere l’occasione per lanciare un messaggio importante sul piano valoriale: cultura e ricerca al primo posto.

Sentendoci quindi di rappresentare la voce di molti studenti, che vogliono tornare ad essere protagonisti all’interno delle università, sollecitiamo anche la nostra amministrazione a fornire le risposte che migliaia di studenti stanno attendendo ormai da troppi giorni.

*ex presidente Idee in Movimento
Università degli studi di Perugia

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