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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Il vaccino anti-Covid particolarmente efficace sui pazienti con Leucemia Linfatica Cronica: lo conferma studio dell'Università di Perugia

Importante scoperta di UniPg sull'efficacia del vaccino anti-Covid nella protezione da malattia grave e morte nei pazienti affetti da LLC: ricoveri dimezzati, mortalità estremamente ridotta

La prestigiosa rivista scientifica internazionale British Journal of Haematology ha di recente pubblicato un importante studio relizzato dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia. La ricerca riguarda l'efficacia del vaccino anti-SARS-Cov-2 sui pazienti affetti da Leucemia Linfatica Cronica.

A dimostrarso sono stati diversi team di team di ricerca guidati dal Professore Paolo Sportoletti, dalle Professoresse Antonella Mencacci, Francesca Fallarino ed Emanuela Rosati. Il contributo fondamentale del dottor Daniele Sorcini e della dottoressa Filomena De Falco ha consentito la pubblicazione dei risultati del lavoro sulla prestigiosa rivista scientifica.

I vantaggi apportati dal vaccino

I dati pubblicati comportanto significative ricadute per la salute pubblica, consentendo di capire meglio i meccanismi di funzionamento del vaccino contro il COVID-19 e di dimostrare l’efficacia nella protezione da forme gravi o dalla morte anche in una popolazione immunodepressa affetta da Leucemia Linfatica Cronica.  

La Leucemia Linfatica Cronica è un tumore del sangue che espone i pazienti ad un più elevato rischio infettivo e conseguenze gravi in caso di Covid19. La spiegazione biologica non è completamente nota ma si può ipotizzare che il virus riesca a fare più danni in soggetti “fragili” che hanno un sistema immunitario di difesa indebolito dal tumore stesso o dalla terapia anti-leucemica. Fortunatamente dopo l’introduzione dei vaccini a mRNA si è assistito ad una significativa riduzione dell’incidenza di ospedalizzazione e mortalità sia nella popolazione generale che, sorprendentemente, in pazienti con tumori ematologici come la leucemia linfatica cronica. 

Lo studio, di grande rilievo in epoca pandemica, ha cercato di rispondere alla domanda su come il vaccino anti-SARS-Cov-2 possa proteggere una specifica popolazione di malati di tumore del sangue in cui il sistema immunitario è fortemente compromesso. L’efficacia della risposta immunitaria ad un vaccino viene generalmente valutata con la determinazione della quantità di anticorpi, che rappresentano le armi utilizzate dall’organismo per la difesa contro i virus. L’analisi di pazienti vaccinati seguiti presso l’Ematologia di Perugia ha mostrato una ridotta capacità di produrre anticorpi nei soggetti con leucemia linfatica cronica rispetto ai dati sulla popolazione sana. Tuttavia, negli stessi pazienti, la somministrazione del vaccino è in grado di stimolare la crescita di Linfociti T, cellule altamente specializzate del sistema immunitario responsabili del riconoscimento e dell’eliminazione delle cellule infettate dal virus SARS-Cov-2. Lo studio dimostra che questa risposta immunitaria non viene indebolita dalle terapie “intelligenti” contro la leucemia, che in alcuni casi sembrano invece aiutare i linfociti T in una risposta più efficace contro il virus.  

I dati dei ricoveri confermano la ricerca

La conseguenza di questi effetti biologici del vaccino è stata documentata nello studio da evidenti benefici sul piano clinico. Infatti, la necessità di ricovero ospedaliero di pazienti con leucemia linfatica cronica in corso di infezione da SARS-Cov-2 si è dimezzata e la mortalità da Covid-19 è scesa dal 57% al 7,7% rispetto al periodo in cui i vaccini non erano disponibili. 

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