Vertenza Treofan, UilTec: "Jindal vuole chiudere". L'assessore regionale Fioroni chiede un incontro urgente al MiSe

Passano i giorni e non si snoda la vertenza Treofan. Per il sindacato UilTec questo immobilismo si traduce con la volontà di Jindal di chiudere lo stabilimento. Interviene l'assessore regionale Michele Fioroni che chiede un incontro urgente al ministero dello sviluppo economico.

Prosegue il silenzio assordante della direzione aziendale della Treofan. Per Doriana Gramaccioni, segretario generale della Ultec Umbria, c'è un preciso obiettivo di fondo: "Una strategia che a questo punto si sta manifestando in pieno: Jindal vuole chiudere lo stabilimento ex Treofan di Terni. Non possiamo permettere un atto del genere, è ora che le istituzioni ci mettano la faccia e vengano sul campo a sostenere la battaglia a difesa dei nostri lavoratori e del nostro sito produttivo fondamentale per tutto il polo chimico ternano e umbro”.

Nella nota di Gramaccioni si parla di "atteggiamento di ostruzionismo ormai palese’ della proprietà. E prosegue: "Dopo la scadenza di due ultimatum accordati dalle stesse organizzazioni sindacali all’azienda, chiamata a firmare il documento di tutela e rilancio del sito ternano, sottoscritto e condiviso da tutte le sigle e sotto il placet del Ministero, la vicenda Treofan si fa ancora più asfissiante.

 “Eppure - precisa Gramaccioni di UilTec - il sito di Terni è fondamentale non solo per l’Umbria ma per tutta l’Italia e la prova è che anche durante l’emergenza Covid lo stabilimento è sempre stato operativo senza mai smettere la produzione in quanto considerato ‘strategico’. I dubbi dei sindacati sull’atteggiamento dell’azienda non sono mai mancati. Dopo Battipaglia, tocca a Terni, Jindal vuole fare fuori tutto ciò che è a marchio Treofan. A questo punto, anche davanti a questo assordante silenzio della proprietà che evidentemente non ha neppure un piano, un incisivo progetto di sviluppo industriale per lo stabilimento di Terni, dopo giorni e giorni di sciopero non ci sono molte altre soluzioni. Chiamiamo direttamente in causa la presidente Tesei - conclude Gramaccioni - invitandola a venire a Terni a fianco dei lavoratori così come tutte le altre istituzioni, dal prefetto Sensi al sindaco Latini. Vorremmo in particolare che tutte le istituzioni si facessero promotrici, unitamente a noi sindacati, di un forte sollecito presso il Mise nei confronti di Jindal".

Sciopero del polo chimico 

In una nota congiunta delle organizzazioni sindacali (Cigil Filtem, Femca Cisl e UilTec), viene annunciato uno sciopero dalla mezzanotte del 24 luglio fino alla mezzanotte del 29 luglio: "I lavoratori riuniti in assemblea in modalità video, in risposta a questo atteggiamento irrispettoso della società hanno deciso: di proseguire le iniziative di lotta con modalità che saranno definite di volta in volta predisporre un presidio con tutti i lavoratori nei prossimi giorni sotto il comune di Terni e darne la massima visibilità mediatica. Di organizzare per le prossime settimane una manifestazione sindacale presso la regione Umbria. Di verificare la possibilità di una manifestazione di lotta per la prossima settimana dell’area industriale. Infine, richiedere la MISE una presa di posizione forte contro questo atteggiamento irresponsabile e provocatorio messo in atto dalla società Treofan".

"Le strutture sindacali territoriali  - si conclude nella nota - preso atto di quanto sopra, indicono lo sciopero di tutto il polo chimico di Terni, con un primo pacchetto che partirà dalle ore 10.00 di venerdì 24 luglio fino alle ore 24.00 del giorno mercoledì 29 luglio.

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L'assessore regionale allo sviliuppo economico Fioroni chiede un incontro urgente al MiSe

Non si fa attendere la risposta della giunta che, tramite l'assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni, annuncia la richiesta di un incontro al ministero dello sviluppo economico: “Il 15 luglio scorso si è tenuto un tavolo di confronto convocato dal ministero dello sviluppo economico con i rappresentanti dell’azienda, le organizzazioni sindacali di categoria e il sindaco di Terni Leonardo Latini. In quella sede, a conclusione dell’incontro, si è convenuto che le organizzazioni sindacali predisponessero un’ipotesi di accordo, che la sera stessa è stato messo a disposizione dell’azienda, ma che ad oggi non risulta avere avuto riscontro”. Quindi l'annuncio dell'incontro: "L’urgenza della richiesta, visto il silenzio dell’azienda, è finalizzata a ripristinare le normali relazioni industriali ad oggi interrotte, nell’interesse del sito, del territorio e dei lavoratori”.

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