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Sabato, 27 Novembre 2021
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VIDEO | La torre civica, simbolo religioso e laico di Amelia. L'iniziativa della Contrada Collis (Palio dei Colombi)

Riapre al pubblico la torre civica di Amelia. 94 scalini a chiocciola per salire sul tetto della città. La storia raccontata dal prof. Edoardo D'Angelo

Salire sull' "attico" della città del Germanico, da oggi, non sarà più un privilegio ma una possibilità per tutti. Grazie alla collaborazione fra l'Ente Palio dei Colombi, la contrada Collis (che ha nello stendardo proprio l'effige dell'antica torre dell'anno mille) e la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, è stato possibile riprogrammare le visite guidate al monumento simbolo della città.

"Quando ricevemmo, qualche anno fa, l'invito di d. Claudio Bosi a riflettere sulla possibilità di creare insieme un percorso guidato per offrire la possibilità di accesso alla torre dodecagonale - spiega Carlo Paolocci, presidente dell'Ente Palio dei Colombi - ci siamo immediatamente messi in moto per escogitare il modo migliore per "riconsegnare" ai cittadini, ma anche ai turisti, la possibilità di conoscere Amelia dal punto più alto della città.

La torre civica - prosegue Paolocci - ha scandito da oltre mille anni i tempi di vita degli amerini, le funzioni religiose ma anche quelle laiche. L'inizio delle sedute di consiglio comunale, ad esempio, venivano inaugurate dai rintocchi delle campane della torre. Insomma, siamo felici torni ad essere il "faro" della nostra città".

Il presidente della contrada Collis, Walter Paolocci, sottolinea l'impegno dei volontari nella realizzazione di questo progetto: "Sono davvero onorato - spiega il presidente della contrada - che questo risultato sia stato frutto di una collaborazione intensa fra varie anime della città. All'interno della torre, i visitatori potranno trovare anche degli spazi espositivi dei costumi e degli oggetti che storicamente appartengono alla nostra contrada e raccontano il progetto storico e culturale che ormai ci tiene uniti da più di quarant'anni. Grazie all'infaticabile lavoro dei nostri volontari - conclude Walter Paolocci - sarà possibile grantire una turnazione di visite guidate sette giorni su sette". 

Infine, a tessere le fila della storia della torre è il prof. Edoardo D'Angelo, che racconta il percorso storico e di senso che nel tempo è stato attribuito alla torre: "Nasceva come una torre campanaria della cattedrale e simbolo del potere episcopale, ma poi è stata, prima ancora che "sentinella" della città, sede delle carceri. E non risparmiò nessuno: anche alti prelati e cardinali furono imprigionati all'interno delle mura della torre dodecagonale".

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