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Violenza domestica, la proposta: “Un protocollo di intervento successivo a segnalazioni”

L’atto di indirizzo presentato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia: “L’intento è quello di organizzare in breve tempo un tavolo che coinvolga tutte le autorità interessate”

foto iniziativa

Creare un protocollo di intervento successivo a segnalazioni di violenze domestiche. Nei giorni scorsi il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha presentato e depositato un atto di indirizzo con il quale si sollecita, in breve tempo, ad organizzare un tavolo di confronto propedeutico a sviluppare tale iniziativa. All’interno del documento viene anche sottolineata la necessità di prevedere anche un piano di sistemazione logistica, seppur provvisoria, per le vittime che siano costrette ad abbandonare la propria abitazione.

Secondo il gruppo consiliare: “La violenza tra le quattro mura - di cui sono vittime soprattutto le donne ma spesso anche i loro figli – in questo ultimo anno ha fatto registrare un notevole aggravamento anche per la convivenza forzata dei lockdown. Una situazione che rende difficile per le vittime persino chiedere aiuto. L’aumento dei casi di violenza domestica sulle donne e sui bambini si è effettivamente verificato in tutto il mondo, Italia compresa, acutizzato anche dalle situazioni familiari esasperate dalla perdita di lavoro e relativa mancanza di sostegno economico”. A tal proposito: “In Canada è nato il messaggio silenzioso Signal for help che si sta diffondendo in tutto il mondo attraverso dei video sui social network. È un messaggio semplicissimo che la vittima può usare, in occasioni fortuite e anche veloci, per chiedere aiuto senza scatenare l’ira dell’aggressore e provocare nell’interlocutore occasionale la consapevolezza di situazione di pericolo”.

Ed ancora: “Il gesto che la vittima di violenza deve fare è semplicemente alzare la mano aperta come in segno di saluto per poi appoggiare il dito pollice sul palmo della mano e poi chiudere la mano stessa a pugno. Signal for help si sta gradualmente diffondendo anche in Italia grazie all’opera di numerose associazioni tra cui Gengle di Giuditta Pasotto che ha realizzato un video diffuso sui social”. A seguito di tale iniziativa la consigliera Monia Santini si è messa in contatto con la signora Pasotto innanzitutto per avere notizie ben precise. Successivamente anche per richiedere la sua disponibilità per eventuale sostegno ed approfondimento tecnico, quando l’atto verrà discusso in consiglio comunale.

“Il video chiaramente presuppone che dopo il segnale di richiesta di aiuto parta un protocollo di intervento che, di fatto, però ancora non esiste, ovvero esistono i numeri utili da chiamare in caso di emergenza - il già conosciuto 112 e il numero 1522 - ma a tutti gli effetti un protocollo di intervento successivo alla segnalazione non esiste. Il senso e lo scopo del nostro atto di indirizzo – concludono i firmatari dell’atto - è far sì che il comune di Terni si faccia promotore e creatore di un protocollo di intervento, vero e proprio, il quale potrebbe venire divulgato e accolto da tutti i comuni che avranno la volontà di operare in tal senso”.

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