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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Ternani nel mondo, l’ottava tappa di Michele: “Vivo e lavoro nella capitale dell’Europa con un dolce pensiero alla Valserra”

Il racconto di Michele Pescolloni che si trova a Bruxelles per motivi di lavoro: “Se si vuole dare a Terni un futuro occorre accettare la sfida e mettersi al lavoro, tutti insieme"

Un nuovo appuntamento con la rubrica ‘Ternani del mondo’ dedicata ai concittadini che vivono, lavorano o studiano fuori dai confini territoriali e nazionali. Alla nostra redazione di www.ternitoday.it la testimonianza di Michele Pescolloni, che si trova a Bruxelles, dall’ottobre dello scorso anno. “L'ottava tappa di un giro intorno al mondo iniziato nel 2011 quando, per la prima volta ho lasciato Terni, o meglio la Valserra dove sono nato e cresciuto. Infatti a 16 anni, grazie ad una borsa di studio Intercultura sono partito per frequentare il quarto anno di scuola superiore, all'estero, in Costa Rica. Esperienza che mi ha cambiato la vita. Una volta tornato, dopo il conseguimento del diploma al Galilei, è stato un continuo andare e tornare a Terni. Le varie esperienze di studio e di lavoro mi hanno portato a vivere in quattro continenti diversi, e ora a Bruxelles ci sono arrivato per lavoro”. 

Una pluralità di esperienze da raccontare, nonostante la giovane età: “Mi sono iscritto alla triennale di Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università di Bologna, durante la quale ho fatto un Erasmus di un anno in Francia, e un semestre in Argentina. Poi ho seguito la magistrale in Relazioni Internazionali, sempre all'Università di Bologna, durante la quale ho vissuto tre mesi in Giordania, per uno stage all'Ambasciata Italiana ad Amman, poi per sei mesi in Vietnam, per un programma Overseas, e poi per altri sei mesi in Spagna, a Madrid, per un altro Erasmus. Finita la magistrale sono partito per la Polinesia Francese per un progetto di sei mesi del Corpo di Solidarietà Europeo. Da ultimo, dopo alcune esperienze lavorative ed un Master di 2° livello in Esperti in Politica e Relazioni Internazionali all'università LUMSA di Roma sono arrivato a Bruxelles”.

L’inizio di un nuovo percorso nella Commissione Europea: “Prima ero all'Agenzia Esecutiva che gestisce il programma Erasmus, ed ora sono alla Direzione Generale Lavoro, Politiche Sociali e Inclusione. Al momento mi occupo della gestione dei progetti che vengono finanziati dall'Unione nell'ambito di azione della Direzione Generale stessa". La città di Bruxelles: “E’ la capitale dell'Europa: dinamica, multiculturale, internazionale e giovane. Ne ha per tutti, date le tantissime attività che si possono fare, le tante persone che si possono conoscere, e le tante opportunità che si possono cogliere. Qualsiasi passione è possibile coltivarla e svilupparla". 

Il pensiero rivolto alla città di Terni: “Detiene tante risorse, ma che non hanno un terreno fertile su cui crescere. A mio parere c'è bisogno di una amministrazione più competente, aperta, innovativa: con idee, visione a lungo termine, voglia di fare per il bene della città stessa. Giovani, transizione ecologica, turismo, economia della terza età, università ed innovazione tecnologica: questi sono i sei pilastri cardine da cui far ripartire la città a mio parere. Se si vuole dare a Terni un futuro – sottolinea - bisogna accettare la sfida e mettersi al lavoro, tutti insieme”.

La distanza dalla terra di origine: “Il tempo aiuta a lenire la mancanza di casa, dei propri affetti. Se da un lato è un po’ triste, dall'altro è un qualcosa di naturale, che si deve accettare senza se e senza ma. Mancano le montagne della Valserra, la tranquillità della vita di paese, i colori delle stagioni che passano. Per questo tra un'esperienza all'estero ed un'altra, cerco sempre di passare qualche settimana a casa per ricaricare le energie. Ci sarebbe bisogno di aiutare i giovani della città a crescere e ad arricchirsi di idee, e di portare giovani con nuove idee in città. Ho sempre visto il vivere all'estero come l'opportunità di conoscere cose nuove, di sviluppare conoscenza e idee, di vedere le cose da un punto di vista diverso. Per tale motivo occorre, prima di tutto, sviluppare opportunità di mobilità per i giovani ternani, stimolarli ad andare fuori, e poi farli tornare per portare energia nuova. Un’altra cosa da fare è sviluppare un polo universitario serio e attrattivo, perché l'università porta associazionismo, idee, fa girare l'economia, ringiovanisce e rinvigorisce la città". 

Infine una riflessione rivolta proprio alle giovani generazioni: “Fare esperienza all'estero è fondamentale, che sia per qualche mese o per tutta la vita. Partendo non solo si capisce chi si è, ma si acquista sicurezza in sé stessi, sviluppando idee, nuovi modi di pensare: si diventa quel qualcuno che mai avevate creduto di poter diventare. Il cervello e i valori si modellano, cambiano, mutano, si arricchiscono, e in un modo come quello di oggi è fondamentale essere capaci di vedere le cose da un altro punto di vista. Se non si parte, non si potrà mai veramente capire il valore che hanno le cose che ci circondano, perché le diamo per scontate. Distanti da casa – conclude - si capisce il mondo diventando adulti. Adulti con una marcia in più".

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