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Un’altra ztl a Terni è possibile: Palazzo Spada pronto alle modifiche su orari e permessi

Tavolo di confronto tra amministrazione comunale e Confartigianato, l’associazione di categoria: sono bastati pochi giorni per evidenziare criticità tecniche oggetti, apprezziamo l’impostazione pragmatica dell’amministrazione comunale

“Sono bastati pochi giorni per evidenziare una serie di criticità tecniche oggettive di non facile e immediata soluzione”. Ma un’altra zona a traffico limitato a Terni è possibile. Magari non subito, ma comunque “entro l’estate”: questo il punto d’arrivo della riflessione che oggi ha messo attorno a un tavolo i vertici di Confartigianato Terni e gli assessori comunali Marco Iapadre e Stefania Renzi nell’incontro “richiesto” dall’associazione di categoria “per tornare a rappresentare le criticità che si stanno verificando con l’entrata in vigore della nuova normativa ztl e richiedere modifiche sostanziali”.

Le “criticità” sono note ai più e hanno tenuto banco in questa prima settimana dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, nonostante Confartigianato Terni abbia svolto “prima dell’emanazione del regolamento, un lungo confronto con l’amministrazione comunale che, grazie alla disponibilità della stessa amministrazione, ha già portato ad adeguamenti importanti per le categorie economiche rappresentate dell’artigianato, del commercio e delle Pmi”. Le modifiche, evidentemente, non sono state sufficienti e alcuni nodi sono immediatamente venuti al pettine. Primo fra tutti, quello legato alla questione “carico e scarico” delle merci. “Le necessità di accesso delle categorie economiche – spiega Confartigianato in una nota - hanno natura oggettiva e spesso dipendono direttamente dalla filiera dei trasporti, cioè dalla organizzazione delle attività di soggetti terzi che agiscono a livello nazionale e internazionale e che, perciò, non sono modificabili con una normativa locale. Avendo pertanto verificato già in questi primi giorni l’impossibilità/indisponibilità dei soggetti facenti parte della filiera dei trasporti a recepire le fasce orarie ipotizzate” l’associazione “ha richiesto, con forza, trovando la disponibilità di Palazzo Spada, nel pieno rispetto degli obiettivi alla base della nuova regolamentazione, di avviare una riflessione in vista, in primo luogo, di un assestamento concordato delle fasce orarie stesse di accesso, per renderle più aderenti alle necessità dei sistemi logistici e agli orari degli esercizi localizzati”.

Preso atto della situazione, l’amministrazione comunale “ha dato la disponibilità ad avviare in tempi brevissimi un processo di adeguamento del regolamento, che dia risposte definitive alle criticità evidenziate e a quelle che potrebbero ancora emergere, al fine di pervenire a una formulazione stabile e condivisa della normativa, con armonizzazione degli strumenti di regolazione, comunque prima dell’estate”.

C’è insomma una lista di cose che non vanno e alle quali si metterà mano. L’elenco lo fa la stessa Confartigianato: semplificazione delle norme e chiarezza interpretativa, revisione delle zone interdette attraverso un sostanziale ampliamento delle categorie con permesso di accesso (taxi e interventi tecnici urgenti, fascia pomeridiana per il carico scarico), previsione di fasce orarie di accesso per carico scarico (permessi C commercio e permessi M merci) più ampie e coordinate con gli orari degli esercizi. Inoltre: necessità di accesso degli odontotecnici, estensione h24 dei permessi A (artigiani), estensione delle categorie che possono richiedere il permesso ST (servizi tecnologici) e rilascio sulla base del numero degli addetti, comprendendo quindi anche i titolari, i soci lavoratori e i collaboratori familiari, estensione dell’accesso per trasporto preziosi, prevedendo anche per i permessi giornalieri la fascia pomeridiana di accesso, estensione delle categorie che possono accedere per intervento urgente con giustificativo da trasmettere nelle 72 ore.

“Nell’incontro – conclude Confartigianato - si è concordato che non è desiderabile inserire difficoltà operative nello svolgimento delle attività delle imprese localizzate, anche e soprattutto ai fini della vivibilità del centro città”, mettendo in evidenza “l’impostazione pragmatica e collaborativa dell’amministrazione comunale” che ora però va tradotto nel concreto con “una modifica del regolamento attuale. Quindi, con un nuovo passaggio in consiglio comunale che riconduca e uniformi tutta la normativa all’interno del regolamento stesso (norme regolamentari, ordinanze, norme transitorie) e dia un assetto stabile e condiviso al centro città”.

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