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Domenica, 2 Ottobre 2022
Salute

Infezioni in gravidanza e rischio di autismo, secondo le ricerche non c'è correlazione

Una ricerca in Svezia ha approfondito la relazione tra l'insorgenza delle patologie dello spettro autistico e le possibili infezioni contratte dalla madre in attesa, ecco cosa è emerso

Secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute nel 2021, in Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza più alta nei maschi: i maschi sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Questa problematica ha un'origine ancora in gran parte poco chiara, ma molte ricerche concordano su un possibile legame tra le infezioni contratte dalla madre nel periodo della gravidanza e un aumento del rischio di condizioni del neurosviluppo, come l'autismo o la disabilità intellettiva, nel bambino nel corso della vita.

Ad ogni modo non è stato possibile dimostrare se l'esposizione della madre all'infezione sia veramente la causa (e quindi debba essere bersaglio di strategie preventive), o se dietro questo legame ci siano altri fattori. Questa posibile correlazione è stata approfondita dai ricercatori del Karolinska Institutet (in Svezia). I risultati sono stati pubblicati suThe Lancet Psychiatry.

Lo studio

La ricerca ha analizzato i dati relativi a più di 500.000 bambini nati a Stoccolma tra il 1987 e il 2010 per scoprire se esiste una relazione causale tra le infezioni nella gestante durante la gravidanza e la comparsa di autismo o disabilità intellettiva nel bambino. Nell’analisi sono state considerate solo le infezioni sufficientemente gravi che hanno richiesto cure specialistiche, ad esclusione del Covid-19.

L’autismo potrebbe non essere in relazione con le infezioni in gravidanza

I ricercatori hanno osservato  quanto rilevato anche da indagini precedenti, ossia che le infezioni che richiedevano cure specialistiche durante la gravidanza erano collegate a un aumento del rischio di autismo e disabilità intellettiva nei bambini. Ma questo collegamento non era evidente quando i ricercatori hanno confrontato coppie di fratelli in cui la madre aveva contratto un'infezione durante una gravidanza ma non nell’altra. "I nostri risultati - ha affermato Håkan Karlsson, autore senior dello studio - possono rassicurare i genitori in attesa indicando che le infezioni durante la gravidanza potrebbero non rappresentare un rischio così grande per il cervello del bambino come si pensava in precedenza”.

Rischio simile se l’infezione è contratta prima della gravidanza

Nella ricerca sono stati indagati anche il rischio di autismo e di disabilità intellettiva nei bambini nel caso in cui l'infezione venisse contratta dalla madre durante l'anno che precede la gravidanza. I ricercatori hanno così riscontrato che le infezioni durante l'anno prima della gravidanza sono collegate al rischio di autismo nella stessa misura in cui lo sono le infezioni durante la gravidanza. Tuttavia per il rischio di disabilità intellettiva, i risultati sono meno chiari: non si può escludere che le infezioni durante la gravidanza possano aumentare il rischio dei bambini per questa condizione. In ogni caso, secondo i ricercatori, le infezioni durante la gravidanza potrebbero non influenzare il rischio di disabilità intellettiva nella stessa misura in cui si pensava in precedenza.

Variazione genetica e fattori ambientali aumentano il rischio di autismo

In basei ai risultati dello studio, dunque, il legame tra le infezioni nelle donne in gravidanza e l'aumento del rischio di autismo nei loro figli non sembra essere causale. “I nostri risultati suggeriscono piuttosto - ha affermato Martin Brynge uno dei primi due autori dello studio - che è più probabile che l'aumento del rischio sia spiegato da fattori comuni tra i membri della famiglia, come la variazione genetica o alcuni fattori ambientali condivisi”.

L’importanza degli screening in gravidanza

In conclusione la ricerca svedese non contraddice quanto affermano gli studi consolidati che hanno dimostrato forti legami tra alcune infezioni virali durante la gravidanza, come l'infezione da citomegalovirus e la rosolia, e il rischio di gravi condizioni di sviluppo nel bambino. “Pertanto - sottolineano i ricercatori - è fondamentale che le donne durante la gravidanza si sottopongano ai controlli raccomandati dagli specialisti allo scopo di escludere infezioni o di accertarne precocemente la presenza, prevenendone in tal modo eventuali danni al nascituro”.

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