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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Salute

Malattie cardiovascolari e grande caldo, ecco le regole per prevenire problemi di salute

Per tutti, ma in particolare per chi soffre di patologie cardiovascolari, il caldo è un duro momento di prova, ma la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare ha stilato una serie di consigli per evitare problematiche di salute

I mesi più caldi mettono a dura prova la salute di tutti, ma soprattutto i pazienti con problemi all'l’apparato cardiovascolare. Con questa consapevolezza e davanti alle ondate di caldo eccezionale che fiaccano l'Italia da molte settimane, la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare - SIPREC ha messo in campo alcune norme di comportamento per salvaguardare la propria salute nei mesi caldi.

Come afferma il Prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC, “Questi mutamenti climatici così rilevanti e bruschi impongono aggiustamenti fisiologici da parte di ciascuno di noi. Le capacità dell’uomo di adattarsi a diversi climi, talora estremi, si sono sviluppate nell’arco di decine di migliaia di anni: oggi non è ovviamente possibile contare su adattamenti fisiologici naturali, ma dobbiamo ricorrere a misure comportamentali che consentano di affrontare con rischi minori queste rapide evoluzioni. Stile di vita, alimentazione, esposizione al sole devono quindi adeguarsi a una situazione in cui rispetto agli scorsi decenni la forza dei raggi ultravioletti è maggiore, il caldo e l’umidità sono aumentati e questi fenomeni possono avere effetti molto nocivi sul nostro organismo, a partire dall’ambito cardiovascolare, sia per chi assume farmaci sia per chi non li assume”.

Le regole fondamentali per affrontare il caldo

Per fronteggiare le alte temperature, la SIPREC ha stilato alcune buone norme che tutti dovrebbero osservare, soprattutto chi ha provblemi cardiovascolari o rientra tra i soggetti a rischio. Questo decalogo richiama comunque un corretto stile di vita promosso dalla società scientifica, e messo in luce di recente nell'ambito della Seconda Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa e organizzata dalla SIPREC il 13 maggio al Senato.

In presenza di alte temperature avviene la vasodilatazione, ossia la dilatazione delle arterie, che provoca la riduzione della pressione arteriosa e la sudorazione, la conseguente perdita di liquidi ed elettroliti. La conseguenza di questo può essere quella di imporvvisi fenomeni ipotensivi, causati dalla bassa pressione e stati lipotimici, forte astenia, e in alcuni casi vere e proprie sincopi. Per scongiurare questo processo, è indispensabile bere molto e spesso evitando di esporsi troppo al caldo. Queste indicazioni valgono in particolare al mare: passare rapidamente dal caldo al freddo del mare (o da ambienti caldi ad ambienti condizionati freddi) può implicare un repentino passaggio dalla vasodilatazione alla vasocostrizione, provocando conseguenze pericolose, sia nei pazienti cardiopatici che in quelli sani.

La seconda precauzione da tenere è quella di limitare l’esercizio fisico nelle ore più calde, scgliendo per la pratica sportiva i momenti più freschi della giornata. 

Un ulteriore problema riguarda l'impiego delle mascherine, ancora utile in ambienti chiusi e affollati. Con un forte caldo e un’elevata sudorazione, le mascherine possono incrementare problemi di respirazione esponendo i pazienti cardiopatici a crisi respiratorie o lipotimie, per via del ridotto apporto di sangue ossigenato al cervello, del calo della pressione e della scarsa aereazione in ambienti umidi e affollati. Non per questo si deve abbandonare la mascherina, ma si dovrà fare più attenzione soprattutto davanti a uno sforzo fisico più intenso come fare le scale, stare in piedi a lungo, etc., nel caso di pazienti cardiopatici.

Tra i pazienti che prendono farmaci, due categorie devo inoltre fare più attenzione. Chi assume farmaci anti-ipertensivi: consultando sempre il proprio medico è possibile rivedere la posologia, riducendo il dosaggio e, in alcuni casi, se i valori pressori sono troppo bassi, interrompere saltuariamente ed in modo controllato la somministrazione. Qualsiasi variazione va sempre concordata con il proprio medico e comporta la necessità di misurare la pressione più spesso.

Altra categoria di pazienti che richiedono maggiore attenzione è quella di chi utilizza diuretici. Per via della perdita di liquidi e di sali causata dalla sudorazione, spesso nei soggetti con ipertensione e scompenso cardiaco, c'è il rischio di disidratazione e perdita di elettroliti, e anche in questo caso è opportuno rivedere la terapia con i diuretici o comunque implementare l'idratazione.

In ogni caso, a prescindere dalle terapie seguite, chiunque deve assumere adeguate quantità di elettroliti. Un’alimentazione a base di frutta e verdure ricche di potassio, calcio, magnesio è indispensabile per fornire all’organismo gli ioni necessari per la salute dell’apparato cardiovascolare.

Altra raccomandazione riguarda la montagna, che nei soggetti cardiopatici comporta una riduzione dell’ossigenazione del sangue. Recarsi in alta quota richiede delle precauzioni: innanzitutto, arrivare a un’altitudine di non oltre 1000-1200 metri; andare in progressione, con una sosta di qualche ora ogni 500-600 metri; infine evitare attività fisica nei primi giorni per permettere al sistema emopoietico e a quello circolatorio di adattarsi all’altitudine.

L'alimentazione, per tutti e in ogni caso, deve essere leggera e “colorata”, prevedendo una quantità significativa di frutta e verdura, che velocizzano anche la digestione. Serve una costante idratazione, che può essere integrata con bevande ad elevato contenuto di ioni, come spremute d’arancia e succhi di frutta, che consentono di avere liquidi, carboidrati e potassio.

Per i pazienti cardiopatici è poi importante limitare i periodi di soggiorno in luoghi troppo isolati e lontani da presidi sanitari.

Un'app per monitorare i parametri cardiologici

La telemedicina è ormai molto utilizzata in tanti ambiti, tra cui quello cardiovascolare. La SIPREC è attenta anche allo sviluppo della tecnologia e per questo “Abbiamo promosso lo sviluppo di un’app “Heart way”, per essere vicini anche a distanza a chi ha problemi di cuore – spiega il Prof. Volpe – Questo progetto persegue l’obiettivo primario di controllare i principali fattori di rischio: pressione arteriosa e colesterolemia. Poi ci sono altre finalità non meno importanti, come l’incentivo a un’attività fisica quotidiana del paziente, l’aderenza alle terapie, un corretto stile di vita anche dal punto di vista dell’alimentazione, una definizione del profilo di rischio, l’analisi del peso corporeo e la definizione di altri parametri che possono essere misurati dal paziente”.

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