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Montecastrilli-Avigliano e Acquasparta-San Gemini, accorpati gli istituti scolastici: “Scelta dannosa e approssimativa”

L’intervento di Federico Novelli e Giuseppe Chianella del Partito socialista: “Questa decisione produrrà un istituto in un territorio di oltre 200 chilometri quadrati con 18 plessi scolastici e con tutte le difficoltà conseguenti”

L’incursione che l’assessore Paola Agabiti ha fatto giovedì pomeriggio nel mondo della scuola e nello specifico nel territorio della centrale Umbra lascia basiti. L’amministrazione regionale è ormai in confusione su tante questioni che attengono la vita quotidiana dei cittadini umbri e, per mano dell’assessore Agabiti, non ha avuto di meglio da fare che pensare di accorpare i due istituti comprensivi di Montecastrilli-Avigliano Umbro e Acquasparta-San Gemini.

Tale decisione fa seguito alla emanazione del decreto dei ministri Giorgetti e Valditara dello scorso giugno, tendente alla riduzione del contingente organico dei dirigenti scolastici. Gli effetti di tale decreto saranno la riduzione di circa 600 istituzione scolastiche in Italia di cui 9 in Umbria. Successivamente la Regione Umbria, nello scorso agosto, aveva emanato, con propria delibera, i criteri attuativi per intervenire nella materia nei quali l'eventuale accorpamento di questi istituti non era contemplato.

La decisione proposta l’altra sera, nella sede della Provincia di Terni, oltre che dannosa e approssimativa testimonia tutta la superficialità con cui si tratta il mondo della scuola da parte del governo regionale di centrodestra.

I due istituti, al di là dei problemi quotidiani, costituiscono esempi di “buona scuola”. Il rapporto tra scuola e territorio è benefico e virtuoso. Gli istituti hanno intessuto un profondo legame con le istituzioni pubbliche a partire dai comuni, il tessuto economico, quello sociale e con le famiglie, che si ripercuote positivamente sull’educazione e sull’istruzione dei ragazzi.

Interrompere questi meccanismi testimonia l’essenza della politica del centrodestra umbro che gestisce queste politiche solo in modo utilitaristico, quando invece è opportuno, anziché tagliare, investire e aggiungere risorse sulla scuola.

Tra l’altro, tale scelta avviene fuori dai criteri che la stessa amministrazione regionale si era data ad agosto, in spregio ad ogni forma di partecipazione, dovremmo dire “con il favore delle tenebre” e, sembrerebbe, con la complicità dei sindaci di Acquasparta, San Gemini e Montecastrilli, evidentemente succubi delle decisioni regionali e nazionali per appartenenza politica, a scapito dell’interesse del mondo della scuola e dei propri territori.

La decisione appare ancor più ingiustificata in quanto i criteri fissati prevedono l’esclusione degli istituti insistenti nelle zone montane e Avigliano Umbro, Montecastrilli e Acquasparta sono, da sempre, territori interamente montani. Tale scelta produrrà un istituto in un territorio di oltre 200 kmq con 18 plessi scolastici e con tutte le difficoltà conseguenti.

Il Psi umbro, quello provinciale e gli amministratori socialisti dei suddetti comuni, pertanto, si oppongono a tale decisione e invitano la giunta regionale a ritirarla.

*segretario regionale Psi

**segretario federazione provinciale Psi Terni

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