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Domenica, 26 Giugno 2022
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Anticipo di tesoreria, le opposizioni: “La giunta non nasconda i conti sotto il tappeto”

L’intervento del Pd, M5s, Senso civico e Terni Immagina dopo la replica del sindaco e dell’assessore al Bilancio

Gruppi consiliari Pd, M5s, Senso civico, Terni Immagina 

Bisogna fare presto e intervenire urgentemente inserendo i 12 milioni e mezzo di anticipo di tesoreria, oltre interessi, all'interno del bilancio comunale e non conteggiarli in quello dell'Organismo Straordinario di Liquidazione. Così ci esprimevamo ad ottobre del 2020 come minoranze.  E così continuiamo a dire ora, alla luce degli ultimi accadimenti, che è ora che l'amministrazione Latini la smetta di nascondere sotto il tappeto i conti del comune e che affronti la questione in un'ottica di vero risanamento e non di numeri a caso. La sentenza 41 del 2022 della Corte dei conti regionale sezione giurisdizionale dimostra che il nostro appello era assolutamente fondato. A quel campanello di allarme lanciato dai gruppi di minoranza l’amministrazione Latini ha sempre risposto in modo arrogante, senza nessuna dimostrazione giuridica, arroccandosi su posizioni assunte sulla base di meri pareri, non riscontrabili però nella vastissima giurisprudenza.

Il comma 878 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017 n. 205, che ha modificato l'articolo 255 comma 10 del Tuel, era chiaro avendo aggiunto all'elenco delle competenze sottratte all'Osl le anticipazioni di tesoreria. La situazione per i conti di Palazzo Spada si fa ora decisamente drammatica. Gli oltre 12 milioni e mezzo di anticipo di tesoreria, ovvero per lo scoperto di conto del 2017, a cui vanno aggiunti oltre 600 mila euro di interessi, dovranno essere dirottati nell'esercizio contabile ordinario e, pertanto, e trovare un'adeguata copertura. Ciò rappresenta una prospettiva drammatica, che costringerebbe la giunta a stravolgere completamente i bilanci approvati da pochi giorni.

La situazione è estremamente seria. La città ha bisogno di istituzioni con bilanci in equilibrio, con stabilità economico e finanziaria. Siamo in una fase di estrema difficoltà, che si aggiunge ad una situazione di estrema preoccupazione per il rifiuto delle transazioni con l’organismo straordinario di liquidazione dei creditori ad oggi per oltre 10 milioni di euro, a fronte delle quali c’è un accantonamento a bilancio solo per la metà. Fino ad oggi la maggioranza ci ha tacciato di essere come dischi rotti, ora la sentenza 41 si allinea alla giurisprudenza consolidata, ovvero con quanto sosteniamo noi da tempo. Da quattro anni chiediamo al Comune di mettere in sicurezza i conti del comune ma non ci hanno mai voluto ascoltare, non hanno voluto collaborare con le opposizioni. Occorre ora che l’Amministrazione Comunale ne prenda atto e inizi a lavorare per scongiurare il dissesto del dissesto. Noi chiediamo, come minoranze, un consiglio comunale straordinario urgente per affrontare la questione.

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