Martedì, 18 Maggio 2021
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“Api in Ast per la qualità ambientale: all’Asm andava tutto bene, ma al tempo non fece notizia”

L’intervento dell’ingegner Giacomo Porrazzini: “Esperimento già fatto per il termovalorizzatore, speriamo che stavolta vada meglio. Qualunque sia il responso che gli alveari ci daranno”  

Il direttore dell’Acciaieria, ingegner Massimo Calderini (che nelle settimane scorse ha lasciato viale Brin, ndr) ha annunciato con giusta enfasi che Ast ha posizionato, nell’area di massima ricaduta delle polveri emesse dalla fabbrica, contenenti, come sappiamo, metalli pesanti nocivi per la salute, una serie di alveari con le api a far da sentinelle e sensori biologici verso l’inquinamento dell’aria e del suolo. La scienza ha infatti osservato che se le condizioni dell’ecosistema delle api degrada sotto una determinata soglia, gli intelligentissimi insetti smettono di riprodursi e di secernere il loro nettare: se non c’è miele non c’è vita.

Un indicatore indirettamente applicabile anche alle condizioni di salute dell’ecosistema degli umani.

Le api ci raccontano, dunque, come stiamo e ci avvertono delle possibili criticità.

Bene, dunque, tanto più se si potrà aprire una discussione completa e trasparente sul bilancio di sostenibilità che Ast dovrebbe presentare, nel 2021, alla comunità locale per informarla sull’impatto che le attività della nostra storica fabbrica hanno sull’ambiente e la salute dei ternani, a partire dagli operai e tecnici che ci lavorano.

Quella dell’impiego delle api come indicatore dell’inquinamento non è, peraltro, una novità, per la nostra città. Furono utilizzate per valutare con dati di fatto scientifici la situazione attorno al termovalorizzatore comunale dei rifiuti urbani, gestito da Asm, al tempo in cui una tempesta giudiziaria e mediatica insinuava fosse causa di un disastroso danno ambientale.

Le api, in quel caso, continuarono a fare il loro miele e a veder crescere le proprie colonie; ma il risultato non fece notizia. Non era in linea con lo spirito del tempo.

Speriamo che stavolta, con le “api siderurgiche”, vada meglio, qualunque sia il responso che ci daranno.

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