Sabato, 31 Luglio 2021
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Area di crisi complessa, la “rivolta” degli esclusi: serve collegialità e non inutili passerelle politiche

La commissione industria del senato chiama in audizione solo alcune associazioni di categoria, Confartigianato Terni e Cna Umbria: una scelta che non è un buon segnale

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa da Confartigianato imprese Terni sulla recente audizione della commissione industria del Senato in relazione alla situazione dell’area di crisi complessa Terni-Narni.

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Confartigianato Terni e Cna Umbria ritengono che non sia un buon segnale la scelta fatta dalla decima Commissione industria-commercio-turismo del Senato che nella recente riunione nella sede della prefettura di Terni sull’area di crisi complessa ha deciso di audire solo alcune associazioni di categoria di propria scelta. La modalità scelta rinnega immotivatamente l’ormai consolidata prassi della massima collegialità, che è stata sempre ricercata sia a livello istituzionale, che a livello dei soggetti esponenziali.

La collegialità in questioni così essenziali per lo sviluppo economico del territorio non è mai rituale, ma anzi garantisce pluralità delle opinioni, aderenza alla realtà economica e scongiura rischi di passerelle politiche con eventuale scarsità di contenuti concreti.

La verifica dei risultati degli incentivi e le valutazioni conseguenti utili per l’aggiornamento dell’accordo di programma, che è alla base degli interventi dell’area di crisi complessa Terni-Narni, infatti non sono questioni che possono essere trattate tralasciando o riducendo il livello delle piccole e medie imprese soprattutto artigianali, che oltre a essere essenziali per lo sviluppo, hanno impatti occupazionali primari anche nel nostro territorio.

Confartigianato Terni e Cna Umbria sono associazioni che, in piena coerenza con il proprio tradizionale ruolo di stimolo e di supporto agli associati, hanno risposto positivamente alla diffusione e promozione dei programmi di incentivo e sono attualmente impegnate nel supporto operativo agli investimenti e rendicontazioni, e quindi l’impostazione seguita nelle audizioni appare ancor più incomprensibile e controproducente per la rappresentazione di un quadro appropriato della realtà territoriale.

Le scriventi associazioni hanno comunque voluto apportare, nonostante l’impostazione scarsamente partecipativa dei lavori, un contributo operativo inviando in data 24 giugno alcune note alla commissione del Senato, esprimendo contestualmente il disappunto per il mancato confronto.

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