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Sabato, 20 Aprile 2024
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Terni, Mascia Aniello: “Il sindaco Stefano Bandecchi scongiura l’ennesimo disastro ambientale”

Intervento dell’assessore all’ambiente: “Ha inteso porre il grave problema in sede ufficiale, imponendo a Istituzioni e Azienda un cambiamento tecnico che è soprattutto un cambiamento di mentalità: prima la salute”

"Bisogna ringraziare una persona nata a Livorno, il sindaco Stefano Bandecchi, se un domani Terni non avrà più cromo esavalente nelle acque sottostanti la futura discarica delle Acciaierie, quella oggetto del progettato intervento Arvedi.

Bene ricordare che, negli ultimi 20/30 anni né la Regione Umbria, né ARPA Umbria, né la Provincia di Terni (competente a suo tempo), né il Comune di Terni, né le autorità ministeriali, hanno mai avuto alcunché da dire sulle modalità di abbancamento dei rifiuti industriali delle Acciaierie: tutte queste autorità si sono infatti sempre limitate a dire che bastava rispettare la legge, la quale, dal canto suo, imponeva una semplice guaina di fondo e poco altro.

Sopra tali fragili guaine sono state così accumulate scorie e fanghi in quantità enormi, materiali che, con ogni evidenza, hanno poi rilasciato i loro veleni, senza che le guaine medesime potessero fare alcunché.

I risultati li abbiamo visti qualche tempo dopo, con lo scavo del tunnel stradale 'Tescino' e l'affioramento di una realtà gravissima, quella dei laghetti al cromo esavalente e con le falde acquifere contaminate dai metalli pesanti. Nonostante un simile scenario, l'espansione ulteriore delle discariche è stata autorizzata allo stesso discutibile modo (guaine & c.) da Regione, ARPA, Provincia, Comune, etc., ed è proseguita con gli stessi inefficaci presidi ambientali, evidentemente incapaci di trattenere la percolazione.

Sarebbe accaduto lo stesso con l'odierno progetto Arvedi di landfill mining, che non registrava -fino a oggi- nessuna innovazione tecnica per la fase dell'abbancamento: infatti, a dispetto di tutto quel che è successo nei 30 anni precedenti, anche stavolta i comportamenti delle autorità fin qui coinvolte sono stati identici. A loro basta una guaina e poco più. Unica voce fuori dal coro, un'eccezione rispetto a questo grigio e irresponsabile conformismo, il sindaco Bandecchi e i suoi consulenti: l'intuizione geniale dell'imprenditore, unita ad altissime competenze accademiche.

Bandecchi, come nessuno prima d'ora, ha così inteso porre il grave problema in sede ufficiale, imponendo a Istituzioni e Azienda un cambiamento tecnico che è soprattutto un cambiamento di mentalità: prima la salute.

Ora la domanda è: con decine e decine di dirigenti e funzionari pubblici, politici, esperti e tecnici aziendali di ieri e di oggi, come mai -e perché- nessuno di tutti costoro ha fin qui preteso un'impermeabilizzazione davvero a tenuta, obbligando le Acciaierie a investimenti fondamentali per la salute pubblica, in un'ottica di autentica "responsabilità sociale d'impresa", dichiarata non solo a parole? Come mai le autorità locali hanno consentito per decenni a ThyssenKrupp, che pure aveva mezzi illimitati, di fare quel che ha fatto, in un lassismo persistente e pernicioso?.

Perché anche oggi si rischiava di lasciar perpetrare delitti contro l'ambiente, con ovvie conseguenze sulla salute pubblica, se non fosse poi intervenuto il sindaco Bandecchi a reclamare ben diverse tutele? Sulla discarica di scorie e fanghi Arvedi, ora, monitoreremo attentamente l'aggiornamento della progettazione, affinché essa sia davvero rispettosa delle rigorose indicazioni del Primo Cittadino, in vista di una necessaria e nuova Valutazione d'Impatto Ambientale sull'intero sito, essendo la VIA incredibilmente ferma ai primi anni 2000, come si osserva anche da altre criticità esistenti, peraltro ben note a chiunque. Pure su questo: come mai si registrano certi fatti e nessuno prescrive niente, da Ministeri e Regione in giù?.

Assessore all'ambiente*

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