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Ospedale di Terni: “Allarme Oncologia.Il taglio di un servizio cruciale mette a rischio la cura dei pazienti”

Intervento del Forum Sanità del Partito Democratico: “Preoccupa l'imminente interruzione a tempo indeterminato del Servizio di Biologia Molecolare”

“L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni si caratterizza per l'alta specialità anche nel campo della cura dei tumori ed è da molti anni riferimento regionale ed extraregionale nel centro Italia.  Questo è stato possibile grazie a figure professionali che si occupano di offrire una diagnosi e un trattamento multidisciplinare di alto livello, sicuramente al passo con gli avanzamenti tecnologici e scientifici e con le aspettative di cura dei pazienti.

Inutile ricordare l’importanza della qualità della diagnosi e della cura dei tumori in una popolazione ed in un territorio come quello della provincia di Terni. Negli ultimi anni abbiamo assistito a importanti progressi in ambito oncologico, per quanto riguarda la diagnosi e la terapia della maggior parte delle patologie oncologiche.

Questo è stato possibile grazie all'implementazione di nuove tecniche diagnostiche, all'introduzione di nuovi farmaci e alla multidisciplinarietà. In questo contesto, la diagnostica molecolare ha un ruolo centrale. Le crescenti conosce che riguardano l'applicazione della Next Generation Sequencing (NGS) e la biologia molecolare hanno radicalmente modificato l'approccio specialistico sia diagnostico, sia terapeutico, con un impatto straordinario sulla sopravvivenza dei pazienti, rappresentando di fatto il presente e il futuro dell’oncologia medica.

Preoccupa l'imminente interruzione a tempo indeterminato del Servizio di Biologia Molecolare, dai primi di gennaio infatti, l’Azienda Ospedaliera S. Maria di Terni non sarà autonomamente in grado di definire in maniera completa alcune tra le più comuni diagnosi oncologiche, tra cui quelle per il Carcinoma della Mammella, il Carcinoma del Colon, il Carcinoma del Polmone e di molte altre neoplasie.

Inoltre, desta preoccupazione anche la carenza cronica di personale e di risorse dell'Anatomia Patologica, che potrebbero determinare ritardi nelle risposte per i pazienti oncologici in via di definizione diagnostica e come conseguenza per l’inizio di terapie con i farmaci più innovativi.

Le linee guida nazionali e internazionali sottolineano l’obbligo di tali analisi a completamento di una diagnosi oncologica e una perdita o un depotenziamento della diagnostica potrebbero ripercuotersi su tutti i successivi processi di cura. Preoccupa che tra pochi giorni l’Azienda Ospedaliera S. Maria non sarà in grado non solo di garantire alcune tra le diagnosi più comuni, ma soprattutto perderà una prestazione di livello altissimo, difficilmente recuperabile nel breve termine. Questo è tanto più grave in considerazione del forte investimento economico che è stato sino ad ora affrontato per la sua realizzazione, in strutture ed attrezzature estremamente moderne e per la loro certificazione.

Preoccupa e pone quesiti, l’ipotesi di una convenzione in extremis con la Biologia Molecolare dell’Ospedale Perugino, in quanto il laboratorio si troverà a gestire diagnosi provenienti da due centri, con ricadute non di poco conto in termini di ritardi diagnostico, oltre al rischio non trascurabile che qualcosa di provvisorio si trasformi in permanente e che a breve porti alla delocalizzazione anche dell’Anatomia Patologica. Sarà ancora Terni per evidenti ragioni logistiche a pagarne le conseguenze, con il rischio di migrazione dei pazienti dal nostro territorio verso altri centri anche extraregionali”.

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