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Venerdì, 20 Maggio 2022
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“Case popolari, tanti ternani vivono in condizioni inaccettabili: servono risposte e non slogan”

Alessandro Gentiletti (Senso civico): “Famiglie numerose in spazi ristrettissimi o ancora in lita d’attesa, altri ancora in luoghi che non consentono l’accesso a chi è disabile: Comune, Ater e regione devono fare qualcosa”

Meno slogan e più fatti concreti per garantire una casa a tutti, fra le priorità dell’azione amministrativa della giunta Latini vi deve essere l’emergenza abitativa. Tanti ternani vivono in condizioni inaccettabili, tante famiglie numerose sono ancora in lista di attesa e non riescono ad avere ancora una casa popolare, molte altre vivono in spazi ristrettissimi, molte altre ancora in luoghi che non consentono l’accesso a chi è disabile.

Sono stato a trovare Anda e la sua famiglia. Vivono in una casa popolare di 46 metri quadrati in sei, tre figli piccoli di cui uno in 104 e un adolescente. Non hanno neanche lo spazio materiale per poter pranzare e cenare tutti insieme.

Poi c’è la storia di Luna, che abita al quinto piano di una casa popolare in zona San Giovanni, senza ascensore nonostante l’invalidità.

L’amministrazione del sindaco Latini cosa sta facendo? Deve attivarsi, insieme al presidente dell’Ater Napoletti, per pretendere che la Regione dia una risposta immediata all’emergenza che vivono il territorio e migliaia di famiglie ternane. I fondi stanziati dal Pnrr devono subito essere utilizzati. Occorre dare il via ai progetti esecutivi e procedere con le gare e gli appalti.

Bisogna far cessare subito la discriminazione che vivono tanti ternani investendo sui quartieri di San Valentino, San Giovanni, piazza della Pace e molti altri ancora. Invece l’amministrazione comunale sa soltanto occuparsi di grandi opere, per lo più ereditate dal passato. Nessuna azione è stata compiuta per i problemi della casa che vivono i ternani. Problemi destinati ad aumentare con l’introduzione dell’Isee nel calcolo dei canoni, che svantaggia persone sole e anziane.

Sono orgoglioso di contribuire ad accrescere l’attenzione su questi temi e su queste sofferenze di famiglie e persone, ma non basta. Occorre che l’amministrazione comunale faccia finalmente la sua parte.

*capogruppo Senso civico

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