Sabato, 13 Luglio 2024
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Commercio a Terni: “Sempre meno negozi in centro ed esercizi di vicinato. Degrado urbano che mette a rischio la sicurezza dei cittadini”

Il Consigliere comunale di Azione Valdimiro Orsini: “I negozi fanno parte integrante dell’identità della nostra città e sono un presidio che assicura la cura e la pulizia delle vie e delle piazze”

Un piano strategico per il commercio, propedeutico per affrontare il momento contingente alquanto critico. Il Consigliere comunale Valdimiro Orsini ha presentato un’interrogazione per: “Conoscere quali azioni e programmi di attrazione e supporto l’amministrazione comunale intenda mettere in campo per aiutare e quindi garantire la continuità delle attività commerciali, di cui la città non può fare a meno".

Nello specifico il consigliere di Azioni segnala che: “A Terni assistiamo a sempre meno negozi nel centro cittadino, sempre meno esercizi di vicinato, a sempre più saracinesche abbassate e vetrine impolverate. La nave affonda. Al contempo altri comuni hanno adottato misure complessive o comunque azioni mirate di reale sostegno”. Secondo Valdimiro Orsini: “Gli esercizi commerciali rappresentano uno dei punti di forza dell’economia cittadina sia per il flusso economico che ogni anno generano, sia perché nel centro storico e nei quartieri sono parte integrante del tessuto urbano e sociale”.

Focus criticità: “Le serrande sono abbassate, non per una questione di orario, di giorno o di stagione, ma perché i commercianti non ce la fanno più di fronte all’aumento dei costi dell’energia, degli affitti, delle tasse e dei tributi locali, della concorrenza dei grandi centri commerciali e dell’e-commerce. I negozi, soprattutto le piccole botteghe, fanno parte integrante dell’identità della nostra città e sono un presidio che assicura la cura e la pulizia delle vie e delle piazze. Sono, soprattutto, un fondamentale luogo di incontro che garantisce un punto di riferimento per chi vive in solitudine.  Il venir meno di queste attività – aggiunge il consigliere - genera una catena di degrado urbano che mette a rischio la sicurezza dei cittadini.
La crisi degli esercizi di vicinato è la crisi di un'intera comunità, è la messa in discussione di uno stile di vita e la scomparsa di un servizio primario per i cittadini”.

Soluzioni da trovare e mettere a terra: “Urge una inversione di rotta da parte delle Istituzioni tutte. Serve imbastire, di concerto con le organizzazioni di categoria una programmazione a tutto tondo verso il mondo del piccolo commercio e soprattutto, in modo immediato, andare ad abbassare le tasse e le tariffe locali;
Il Comune dovrebbe aprire un tavolo sulla crisi del commercio coinvolgendo le associazioni di categoria per concordare strategie di rilancio con gli strumenti adeguati. Diverse amministrazioni locali, hanno istituito nel proprio bilancio un fondo per sostenere la riqualificazione degli esercizi commerciali, per il rilancio dei centri di vicinato introducendo flessibilità nelle destinazioni d’uso e tagliando gli oneri urbanistici per ristrutturazioni e recuperi, studiando anche la possibilità di destinare quote di oneri dei grandi centri commerciali a sostegno del vicinato”.

Ed ancora: “Alcuni comuni hanno stipulato un patto con i proprietari degli immobili per ridurre gli affitti dei negozi, con una riduzione dell’Imu e di altre tasse locali a fronte dell’impegno a calmierare gli affitti;
Il Comune di Chieti ha aderito al progetto Affitto rinegoziato sottoscritto da associazioni, Comune e Confidi. Chi aderisce al progetto potrà ottenere locali commerciali in affitto ad un prezzo al metro quadro molto favorevole, grazie all’impegno del proprietario a fare uno sconto del 20% a fronte del vantaggio di ottenere liquidità immediata del costo dell’affitto per una durata di due anni, rinunciando alla previsione di ulteriori garanzie, ad esempio fideiussione o deposito cauzionale, grazie ad un finanziamento agevolato - conclude - concesso dalle banche e garantito da Confidi".

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