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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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“Crisi climatica a Terni: la città è sempre più rovente, ma da Palazzo Spada solo fumo negli occhi”

La riflessione di Francesca Arca e Federica Porfidi di Alleanza Verdi Sinistra: “Il peggioramento climatico può trovare una risposta risolutiva soltanto con la transizione energetica e sociale”

Terni ha sì bisogno di essere abbellita, però, la “tecnica” del fumo negli occhi (prima le fioriere sui pali della luce, poi le uova giganti e ora le sei statue realizzate a misura d’uomo dall’architetto Andrea Villani) viene da pensare che serva unicamente per tenere anestetizzata la nostra città, che sta ancora aspettando la promessa di Bandecchi di parlare con l’80% dei cittadini che non lo ha votato.

A Terni, città con clima continentale, che in questo momento di cambiamenti climatici ad ogni estate si arroventa sempre di più, anziché piantare alberi, gli alberi vengono tagliati. Per di più, non rispettando le direttive europee che vietano la potatura da marzo a settembre per il periodo di nidificazione.

Intere zone rase al suolo: prima la pineta Centurini, poi via Turati e via Borsi e pochi giorni fa via Tito Oro Nobil. Nulla però, per quanto bello, potrà mai sostituire la bellezza degli alberi ad alto fusto, che inoltre, per loro natura, mitigano le alte temperature con la loro ombra.

Deve essere qualcuno venuto da fuori città a farci aprire gli occhi su questo dramma? Lo scorso 22 marzo, al Gazzoli, per la stagione dei concerti jazz di Visioninmusica, il pianista compositore Remo Anzovino, dopo la sua brillante esibizione, ha commentato così il caldo nella nostra città: È incredibile che a Terni, siamo a marzo, ma ci sia un caldo rovente come a Ferragosto

Inoltre, dalla scorsa settimana i giornali titolano così: Terni ‘fornace’ d’Italia, è la città con la più alta frequenza di ondate di calore; Clima rovente a Terni, secondo la classifica della nuova edizione dell’indice del clima del Sole 24 Ore, su dati 3B Meteo.

In questo quadro, anche la decisione del consiglio comunale, dello scorso marzo, per l’installazione di pannellature verdi nel centro città costituisce però, nel migliore dei casi, una risposta insufficiente. Quel che concorre all’aumento della temperatura media e all’impoverimento delle falde acquifere è il consumo di suolo, il continuo aumento di aree asfaltate e cementificate ed il traffico veicolare che produce CO2 e particolato. A cui si aggiungono le emissioni industriali e civili derivanti dall’uso di fonti fossili e dai camini dell’incenerimento dei rifiuti.

Il peggioramento climatico può trovare una risposta risolutiva soltanto con la transizione energetica e sociale, e per Terni occorre quindi: recupero di proprietà pubbliche inutilizzate e degradate per un piano di riforestazione urbana finalizzato a incrementare le aree piantumate e per un piano energetico della conca ternana, finalizzato all’espansione degli impianti di generazione da fonti rinnovabili, alla promozione di comunità energetiche e all’avvio del sistema di teleriscaldamento; un nuovo piano del traffico, con politiche di mobilità alternativa e dolce, a partire dal trasporto pubblico locale, che scoraggino l’uso delle autovetture private, arrivate a un numero enorme, ripristinando da subito la ztl e attuando adeguate politiche tariffarie. Inoltre, chiusura dell’ultimo inceneritore funzionante a Maratta e la ferma opposizione al ripristino dell’inceneritore Bioter e di ogni eventuale ipotesi di localizzazione dell’inceneritore previsto dal piano regionale dei rifiuti approvato dalla giunta Tesei. Potenziamento della raccolta porta a porta, e siamo già bravi a Terni con oltre l’80%, investendo poi nell’economia circolare per il recupero dei rifiuti. Blocco di ogni intervento edilizio che preveda il consumo di suolo attualmente non edificato. Un piano straordinario rivolto all’assistenza domiciliare della popolazione anziana, che è particolarmente esposta alle ondate di calore, con politiche di sostegno per l’espletamento delle ordinarie incombenze che ora gravano sulle famiglie.

Crisi climatica e crisi sociale sono l’una la causa dell’altra, ma in questi dieci mesi nessuna azione del Comune: né contro l’inquinamento a Terni, né piani di riforestazione, né politiche per invertire la rotta dell’emorragia di giovani e dell’inverno demografico.

*Alleanza Verdi Sinistra Terni

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