rotate-mobile
Martedì, 25 Giugno 2024
Blog

“Dopo falde acquifere, aria e suoli, l’Acciaieria adesso pretende anche l’energia idroelettrica”

Intervento di Italia Nostra Terni: “Pd ed ex Pdl sono il megafono di Arvedi, l’assessore Cardinali guarda agli spicci della Fondazione e tutti insieme allargano allegramente le discariche. Intanto, l’inquinamento prosegue a oltranza”

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Italia Nostra Terni sulle questioni energia e inquinamento relative ad Arvedi Ast.

-------------------

È veramente tragicomico per Terni assistere per l’ennesima volta al coro degli orfani dell’accordo di programma, cioè di quell’ingente co-finanziamento pubblico che, da anni, dovrebbe essere assegnato ad Arvedi Ast, non si sa per cosa.

La multinazionale dell’acciaio fa la multinazionale, appropriandosi delle risorse naturali (acqua, aria, suoli, fiumi, etc.) fino a sconvolgerle, ma è la politica che non fa la politica. Non vengono infatti tutelati, tantomeno con rigore, gli interessi pubblici, a partire dal diritto all’ambiente e alla salute pubblica, insistendo invece su obiettivi e interessi privatissimi di un’azienda ad altissimo impatto e a basso valore aggiunto.

La vicenda della nuova discarica è semplicemente vergognosa: in una delle aree più inquinate d’Italia, sito di interesse nazionale da bonificare, il Comune è riuscito a regalare una risorsa dal valore incalcolabile alla multinazionale che, mai paga, adesso pretende anche l’energia idroelettrica locale.

Basta però farsi un giretto su Internet per osservare come Arvedi sollevi questo tema solo a Terni, luogo eletto della debolezza politica, di uno storico asservimento al padrone delle ferriere. A Cremona, invece, Arvedi non pronuncia mezza parola sui costi dell’energia, né ricatta nessuno con la storia del sud est asiatico.

La stessa Federacciai affronta infatti la questione dell’energia non certo a livello micro o cercando di strappare volgarmente una centrale idroelettrica qua e là, ma doverosamente sul piano macro, a Roma e in Europa, tra commissione e governo nazionale.

Faccia allora una bella cosa, signor Arvedi: lasci stare la nostra centrale idroelettrica; chieda ai suoi dipendenti di studiare meglio la vicenda della nazionalizzazione Enel, che peraltro è del 1962 e non del 1964; ricordi loro le tariffe di favore riservate da subito, all’epoca, alle acciaierie; e, intanto, per il futuro, magari piazzi una distesa di pannelli fotovoltaici ovunque sui capannoni ternani, investendo possibilmente capitali propri o ricorrendo a strumenti finanziari, senza utilizzare risorse pubbliche, come fanno tutte le altre imprese.

Secondo i nostri calcoli, Ast potrebbe installare circa 50 MWp di energia verde sulle coperture aziendali, energia che certo non basta, ma contribuisce alla transizione sostenibile.

L’assessore comunale Cardinali, che, nel suo comunicato, nella stessa frase, riesce a mettere insieme le parole “discarica” e “cultura”, sembra voler pietire quattro spicci dalla Fondazione Arvedi: un’elargizione può davvero cancellare i miliardi necessari a fronteggiare un disastro ambientale ormai scoperto?

Quattro spicci possono attrarre su Terni qualcuno anche dal quoziente intellettivo medio-basso?

Si pensa di portare turisti qui, avendo voluto al contempo la più grande discarica siderurgica d’Italia, in mezzo alle altre discariche-colabrodo esistenti, in uno scenario generale totalmente antiecologico?

Il Pd & l’ex Pdl, allo stesso modo, proseguono armoniosamente a fare da megafono politico agli obiettivi di questa azienda, senza mai ricordare con forza le emergenze sanitarie aperte, da quando l’Istituto superiore di sanità, con gli Studi Sentieri, ha connesso l’esposizione siderurgica di lavoratori e cittadini di Terni a precise patologie e morti ben oltre soglia.

In questo penoso scenario, Ast fa sapere di aver ottenuto la certificazione Responsible Steel: ah sì? È davvero responsible gestire i beni comuni in questo modo? È responsible quel che rilevano gli Studi Sentieri? È responsible quel che accade tra Prisciano e Borgo Bovio, il cromo esavalente, il nichel e il resto nelle falde acquifere, i metalli pesanti nell’aria e nei fiumi? Glielo avete detto ai certificatori? Ne riparliamo presto.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Dopo falde acquifere, aria e suoli, l’Acciaieria adesso pretende anche l’energia idroelettrica”

TerniToday è in caricamento