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Terni, Michele Pennoni sul ritiro delle dimissioni di Stefano Bandecchi: “Il finale più scontato è stato scritto”

Intervento del segretario provinciale di Azione: “In questo eterno ritorno degli schemi, mi viene in mente un precedente, la letterina di un tal Cristiano Lucarelli e come andò a finire ce lo ricordiamo in tanti”

Il finale più scontato è stato scritto, finalmente. La noia di reggere altri giorni perché arrivasse il ritiro delle dimissioni era peggiore della visione di un film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco. Il sindaco è stato eletto e riprenda la gestione di questa città. La Presidente Francescangeli subito si chiede che fine abbiano fatto i tappi di champagne pronti a saltare ma con chi ce l'ha? Col mondo, coi mulini a vento o con alcuni suoi colleghi di AP?

Terni è rimasta a guardare attonita uno spettacolo tutto made in Alternativa Popolare, un soliloquio incomprensibile ai più, un singolare monologo allo specchio. Una settimana in cui si fa tremare l'amministrazione (davanti all' ipotesi di un nuovo commissario traghettatore per la gestione ordinaria) di una città di più di centomila abitanti, capoluogo di provincia per, di fatto, dimettere il segretario provinciale, significa, in pratica, prendere le mosche a cannonate.

A meno che non ci sia dell'altro. E potrebbe perché se in otto mesi abbiamo già assistito a dimissioni in giunta, dimissioni dal partito, ipotesi di altre dimissioni, significa che siamo di fronte a un partito che nasce già pregno di tutti quei vizi e difetti delle peggiori tradizioni del novecento tanto da dover spingere il sindaco, nonché capo del partito, a dare le dimissioni da primo cittadino del comune di Terni. Ma i cittadini, anzi no, i cittadini non hanno detto nulla, sono i consiglieri, assessori e quadri di partito che hanno firmato e giurato eterna fedeltà al sindaco. Certamente è rassicurante raccontarselo ma doverselo dire a nemmeno un quinto del viaggio, francamente, lo è molto meno.

In questo eterno ritorno degli schemi, mi viene in mente un precedente, la letterina di un tal Cristiano Lucarelli e come andò a finire ce lo ricordiamo in tanti.

Segretario provinciale di Azione*

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