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“Il ‘vero’ Valentino ci svela una Terni città dell’amore e dei diritti umani”

La riflessione del professor Giampiero Raspetti: “Accoglienza, solidarietà, salute, libertà d’istruzione e di cultura, libertà religiosa, giustizia sono i valori che ci restituisce la storia del patrono della nostra città”

Il cristianesimo ha donato all’umanità, anche grazie al vescovo Valentino di Terni, opere fondamentali per la nascita e lo sviluppo dei diritti umani giacché, fin dalle sue origini, è stato portatore di diritti universali, per la libertà e per l’uguaglianza, solo episodicamente apparsi in precedenza nel mondo classico, greco e latino. La straordinaria dottrina cristiana presenta invece l’uguaglianza come un diritto fondamentale: gli uomini sono uguali perché tutti fratelli in quanto figli dello stesso Padre.

Valentino Interamnensis, decapitato nel IV secolo (anno 347 dC) è stato un personaggio potentemente diverso da quello trasmesso dalla tradizione. Il suo culto risale al 496 quando Papa Gelasio I, per porre fine ai Lupercalia (rituale pagano molto licenzioso, celebrativo della fertilità e dell’accoppiamento, che si svolgeva tra il 13 e il 15 febbraio), formalizzò nel 14 febbraio la festa del martire vedendo in lui la figura di riconciliatore di vicende amorose. La tradizione di Valentino protettore degli innamorati si svilupperà poi nel mondo anglosassone, a partire dall’alto Medioevo, dietro impulsi poetici di Geoffrey Chaucer e William Shakespeare in particolare. E così la vita di Valentino, caricata di forti valori simbolici, ha subìto uno snaturamento rispetto alla sua autentica, profonda e consapevole identità di pastore di anime, impegnato, in epoca imperiale romana, in prima linea nella lotta per la affermazione del diritto alla libertà religiosa e del dialogo tra gli esseri umani, a qualsivoglia religione essi appartengano.

Valentino di Terni è stato un prelato ed un uomo che ha sacrificato la propria vita per alti ideali di libertà: libertà di religione, ma soprattutto libertà di cultura e di impegno sociale verso i più sfortunati. In altri termini, un campione dei diritti umani ante litteram, ed è così che vorremmo farlo conoscere, liberandolo dalla patina di una culturalizzazione popolare e/o commerciale. Valentino ha espresso in realtà, nel corso della sua vita, il concetto stesso di amore in tutta la sua pienezza: amore ecumenico, amore né solo cristiano, né solo pagano, amore di tutti e per tutti, risultando, per molte ragioni, un cristiano accostabile a San Francesco, il Santo dei Santi. Il nuovo Valentino, dopo gli studi e le ricerche effettuate da illustri latinisti, agiografi e medievalisti tra i più noti al mondo, appare dunque una figura molto diversa da quella comunicata dalla tradizione. San Valentino non è soltanto il Saint Valentine of world, ma, soprattutto, il VALENTINO DI TERNI (proprio come Francesco d’Assisi, Chiara d’Assisi, Benedetto di Norcia, Rita di Cascia…).

Il collegamento della vicenda biografica del patrono di Terni con la struttura valoriale definibile complessivamente dei diritti umani può essere impostata nel modo seguente: accoglienza, solidarietà, salute, libertà d’istruzione e di cultura, libertà religiosa, giustizia.

Molti cittadini ternani, studiosi della vita di Valentino e suoi ferventi cultori, non vorrebbero più vedere il proprio patrono usato solo per la volgare commercializzazione della festa degli innamorati del 14 febbraio, ma sentono di doverlo rivalorizzare alla luce di ben altri valori. Da qui la speranza di mettere in relazione San Valentino con i diritti umani fino a pensare di proporre, Interamna et orbi, la città di Terni come capitale dei diritti umani. Pertanto, poiché non esiste ufficialmente, nell’elenco agiografico della religione cattolica alcun santo protettore dei diritti umani e poiché la figura biografica e storica di Valentino rappresenta perfettamente il simbolo della ricerca e della rivendicazione, fino al sacrificio personale, dei diritti umani, i cittadini stessi vorrebbero possa porsi dovuta importanza al Valentino di Terni, riportando le conoscenze di tutti, credenti o non, verso la città di nascita e di apostolato di Valentino, con particolare riferimento alla Basilica dove fu sepolto.

Auspicano dunque che una attenzione particolare in merito alla vita vera del santo sia dedicata e rivelata da chi sa donare le Buone Novelle, facendo sì, così, che Valentino sia riconosciuto come il santo protettore dei diritti umani e contribuendo al contempo a far conoscere Terni come la città dell’amore per i diritti umani.

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