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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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L'INDISCRETO di Maurizio Ronconi | Coronavirus, la comunicazione in sanità, in questi casi, non deve far rima con democrazia. Ne va della salute di tutti

Sono ormai due anni, dallo scoppio della pandemia, che non ci sia giorno, anzi ora, che TV pubbliche e private, giornali, siti, social, non ci parlino del virus, dei vaccini, non ci riportino dichiarazioni di ogni tipo, di esperti , non esperti, stregoni vari, sulla incidenza giornaliera, sull’andamento, sui vaccini, sulla efficacia degli stessi compresa la necessità della somministrazione delle seconde e terze dosi. Ormai è il festival delle dichiarazioni, tutto e il contrario di tutto. Si parla solo del virus anche al bar “dello sport”. E al vaccinatore succede anche che il cittadino si presenti chiedendo un vaccino rispetto ad un altro sia pure equivalente perché la Tv ha detto che quello A è migliore di quello B senza conoscere in realtà, neppure da lontano, i meccanismi e le modalità di funzionamento dei diversi vaccini. Fa fede solo l’ultima dichiarazione televisiva o su stampa o su web dell’ultimo infettivologo, se va bene, meglio se di un opinionista (sic!) in cerca di notorietà o perfino dell’immancabile cretino meglio se politico.

Il risultato di questa orgia di notizie è il totale disorientamento, la confusione allo “zenit” dei cittadini che per capire qualcosa non sanno più a quale santo votarsi o, peggio, si fanno in merito delle idee del tutto sbagliate perfino pericolose. Poi ci sono rappresentanti istituzionali o di categorie, i giornali ed anche i siti che in modo assolutamente scorretto, fraudolento, sostengono tesi non solo strampalate ma anche pericolose dissuadendo i cittadini a seguire i consigli degli esperti veri, quelli seri. Ma questi ormai vengono identificati come il braccio scientifico di un potere lontano e cattivo che vorrebbe, non si sa per quali reconditi motivi, imporre una legge sanitaria che favorirebbe la vittoria dell’impero del male, la distruzione del genere umano. Sembra di vedere un film di Spider Man con il Potere nella parte del cattivo.

Mai come in questo tempo di pandemia, di sofferenze e lutti, si sono scatenati corvi e avvoltoi che facendo leva su ignoranti, arrabbiati ma anche malevoli, stanno creando clima di veleni che non solo fanno male alla società ampiamente intesa ma a tutti perché non aiutano a circoscrivere le ondate pandemiche, a far riprende una serena e tranquilla vita. Il costo sociale di queste folli comunicazioni è enorme, incalcolabile. Nel tempo delle comunicazioni globali, immediate, incontrollate non è possibile immaginare una censura ma qualcosa sarebbe sempre possibile fare. Il fine è solo quello di convincere gli italiani a seguire le indicazioni di profilassi e cure giuste, quelle suggerite dalla comunità scientifica. Allora, se non è possibile imporre una specie di dittatura sanitaria, se inimmaginabile una censura alla stampa scritta e parlata, quello che si sta facendo con il green pass rafforzato, si potrebbe applicare anche alla comunicazione.

Chi, per motivi personali o politici o chissà perché continuerà a propagandare tesi, comportamenti, idee strampalate e non condivise dalla comunità scientifica, andrebbe emarginato. Nessuna indulgenza ma fermezza nel non sostenere, con qualsiasi mezzo chi su questioni sanitarie si oppone a quello che invece si dovrebbe fare, sino a comminare multe ed offuscare canali, sospendere dagli ordini professionali e dalla professione e ogni altra iniziativa per impedire il propagarsi di notizie, suggerimenti che con tutta evidenza vanno contro il bene comune.

So che chi suggerisse queste soluzioni draconiane, verrebbe appellato dai soliti soloni come “fascista” illiberale; ma la sanità, anzi la comunicazione in sanità, in questi casi non fa rima con democrazia, richiede attenzioni particolari e soprattutto correttezza sino a controllare libertà spesso trasformatesi in licenza arrogante. Ne va del futuro della intera comunità.

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