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Sale la preoccupazione in Umbria per influenza aviaria e peste suina. Parla il sindacato dei veterinari dell'Umbria

Pubblichiamo la relazione effettuata dal sindacato dei Veterinari pubblici dell’Umbria a riguardo dei ceppi dell’Influenza Aviare e della Peste Suina Africana che sono stati riscontrati in Italia nel nord del Paese. Il diffondersi potrebbe creare forti danni economici agli allevamenti, a produttori e trasformatori di prodotti tipici e alla fauna selvatica. Ma c'è di più: in particolare l'influenza aviaria potrebbe scaturire "c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia".

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di Giovanni Lo Vaglio - Il segretario regionale FVM SIVeMP Umbria

Il Sindacato dei Veterinari pubblici dell’Umbria è fortemente preoccupato per l’evoluzione che sta prendendo la situazione inerente la diffusione dell’Influenza Aviare e della Peste Suina Africana in Italia di cui si vogliono rappresentare la natura e le conseguenze sanitarie ed economiche. La Peste Suina Africana (PSA) è una malattia virale altamente contagiosa e letale che colpisce solo le specie animali appartenenti alla famiglia dei suidi (suini domestico e specie selvatiche). Il virus responsabile, per il quale non è disponibile un vaccino, non è trasmissibile all’uomo ma è causa di ingenti perdite economiche nel comparto suinicolo, con gravi ripercussioni anche sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti. 

Inoltre è in grado di diffondere attraverso il contatto diretto tra animali infetti, mentre la trasmissione indiretta può avvenire a seguito di
ingestione di carne e prodotti derivati provenienti da animali infetti, rifiuti alimentari, scarti di cucina, frattaglie di cinghiali infetti o tramite il contatto con oggetti contaminati dal virus come attrezzature, veicoli e abbigliamento. Nella situazione epidemiologica attuale, è stato necessario innalzare il livello di sorveglianza passiva per permettere una pronta risposta in caso di comparsa della malattia sul territorio nazionale continentale.

L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce per lo più gli uccelli selvatici. Questi fungono da serbatoio e possono eliminare il virus attraverso le feci. Solitamente tali uccelli non si ammalano, ma possono essere molto contagiosi per gli uccelli domestici come polli, anatre, tacchini e altri animali da cortile. L’influenza nel pollame, sia nella forma causata da ceppi a bassa patogenicità sia da ceppi ad alta patogenicità ,  regolarmente si presenta nel territorio nazionale e quando sostenuta da ceppi altamente patogeni, ha conseguenze devastanti, non solo per l’elevato tasso di mortalità che può essere raggiunto, ma anche per il forte impatto economico che ne consegue, derivante sia dall’adozione di una politica di eradicazione, sia dalle restrizioni al commercio imposte ai paesi sede di focolai.

L’importanza del controllo sanitario per questa malattia non è legato solo a un problema di sanità animale ma anche di sanità pubblica. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono, infatti, infettare anche altri animali (maiali, cavalli, cani, balene) nonché l’uomo. Data l’elevata frequenza con cui questi virus vanno incontro a fenomeni di mutazione, c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una
pandemia.

Partendo da queste premesse e visti i numerosi focolai di influenza aviare nel nord Italia dove si è registrato anche il primo caso di PSA in un cinghiale, trovato morto in Piemonte, il SIVeMP Umbria chiede alla Presidente della Giunta, all’Assessorato e alle Aziende Sanitarie Locali, per i rispettivi ambiti di competenza, di prendere iniziative urgenti ed efficaci per sbloccare le procedure concorsuali e relative assunzioni per i servizi di sanità pubblica veterinaria, ormai ferme da anni.

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