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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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“La situazione inquinamento continua ad essere drammatica. Un abisso di differenza tra Terni ed il resto della regione”

I consiglieri del Movimento cinque stelle: “Le misure anti inquinamento adottate dal Comune di Terni sono risultate del tutto inefficaci”

"Sull'ambiente il bicchiere non è né mezzo pieno né mezzo vuoto, è infatti, drammaticamente per i ternani, del tutto vuoto”. I consiglieri comunali del Movimento cinque stelle, notoriamente piuttosto sensibili a tale tematica, tracciano un sunto relativo all’anno appena terminato. “A Terni i dati dicono che neanche in condizioni climatiche favorevoli la situazione migliori sensibilmente. Nel 2021, grazie anche alle abbondanti precipitazioni, in Umbria gli sforamenti da Pm10 si sono dimezzati, a Terni ridotti di appena il 25%”.

Secondo i pentastellati ternani: “La situazione nella nostra città continua ad essere drammatica. I dati sono allarmanti nonostante le condizioni favorevoli di quest'ultimo anno abbiano mitigato la situazione. Dalla lettura dei dati complessivi della regione abbiamo la conferma che, i provvedimenti adottati sono stati buoni solo a far sorridere, come quello che vorrebbe far credere che il problema smog sia da imputare ai caminetti di casa. Le misure anti inquinamento del Comune di Terni sono risultate – dunque - del tutto inefficaci”

Il focus comparato ad altri territori: “Nei comuni umbri senza stop ai caminetti, infatti, l'inquinamento si è ridotto più che a Terni. Ad esempio a Foligno, dove lo stop alle auto è attivo due giorni a settimana, gli sforamenti sono dimezzati (-58%). A Città di Castello, addirittura senza misure, gli sforamenti sono scesi del 34%. A Perugia Ponte San Giovanni sono passati da 26 a 12 (-54%). Terni tutt'altra storia. Una situazione a dir poco inquietante. La centralina di Maratta, ha avuto ben 47 sforamenti rispetto ai 35 previsti dalla legge. Nel 2020 ne aveva avuti 49. Chiaro che c'è qualcosa che non va: o ci troviamo di fronte ad una sottostima delle emissioni del polo d'incenerimento, che secondo Arpa incide per l'1%, oppure c'è un grave problema nelle altre centraline come già accaduto a Le Grazie negli anni passati. C'è bisogno di un'indagine imparziale svolta da un soggetto terzo”. 

I consiglieri concludono ricordano che “Siamo stati costretti ad inviare all'autorità giudiziaria la nostra richiesta di accesso agli atti sulla centralina di Prisciano, ancora senza risposta dopo circa due mesi. Una centralina dove, per l'ennesima volta, viene superato il limite del valore obiettivo per il nichel".

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