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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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“Inquinamento a Terni: basta con il ricatto salute-lavoro, per anni regola aurea del ceto politico locale”

La nota dell’assessore comunale all’ambiente, Mascia Aniello: “Basta una ricerca on line per osservare come gli eletti FdI della consiliatura passata e attuale risultino non pervenuti, rigorosamente muti sull’ambiente o, tutt’al più, assai docili rispetto all’argomento”

Sull’inquinamento siderurgico è davvero surreale ricevere presunte lezioni da chi, negli ultimi cinque anni, ha pronunciato ben zero parole su questo stesso tema.

Basta una ricerca on line per osservare come gli eletti FdI della consiliatura passata e attuale risultino non pervenuti, rigorosamente muti sull’ambiente o, tutt’al più, assai docili rispetto all’argomento.

Oggi improvvisamente si scoprono attentissimi, pur a modo loro, sempre anteponendo le ragioni della produzione, credendo o fingendo di credere che la normativa attuale sia stringente: sì, così ‘stringente’ da non prevedere sanzioni rispetto alle ripetute emissioni fuggitive; così ‘rigida’ da lasciar andare al loro destino i lavoratori di parchi scorie, rottami e metalli, salvo altri, operativi da decenni in mezzo a strati di polveri bianche; una normativa così ‘dura’ da non intervenire minimamente sui picchi record europei di nichel nell’aria, di metalli nei fiumi e nelle acque di falda sottostanti le discariche colabrodo.

Quanto ad Asl: da almeno un decennio, con destra o sinistra al potere in Regione, non partecipa attivamente alle conferenze dei servizi, come avvenuto pure nel caso dell’aggiornamento Aia Tapojarvi, ove Asl non si è nemmeno espressa, pur essendo tema di sua stretta competenza.

Quanto ad Arpa, ebbene, sono proprio i loro dati, nonché gli esiti degli studi Sentieri dell’istituto superiore di sanità sul Sin Terni-Papigno a dire ufficialmente come stanno le cose. Per sintesi evito di allegare qui numeri fortemente critici che abbiamo già reso noti e che si possono anche recuperare in rete.

Viceversa, non serve a nulla mistificare, minimizzare, evocare scenari apocalittici figli del ricatto salute-lavoro, come da regola aurea del ceto politico locale, infine bocciato alle urne: banalizzare il tema non serve all’azienda, che da decenni infatti non investe adeguatamente sull’ambiente e che, per il futuro, dovrà evitare qualsiasi forma di greenwashing; né serve ai lavoratori, che subiscono direttamente sulla loro pelle gli effetti di questo temerario modo di gestire uno storico polo industriale; non serve alla città, che continua a subire i danni di un rapporto cronicamente malato tra politica locale e padroni delle ferriere.

*assessore all'ambiente del Comune di Terni

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