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"Terni città imperiale, dell’umanesimo e del Cantamaggio: i giovani siano fieri della nostra terra"

L’intervento dell’avvocato Francesco Castaldi: “Quante città possono essere fregiarsi di tutto questo patrimonio inestimabile? Non possiamo permetterci di dimenticare chi siamo oggi e da dove proveniamo”

Dopo un lungo periodo crepuscolare in cui il timore ha preso il posto alle armoniose coscienze, è ora il tempo di tornare a pensare alla rinascita. La stessa che con forza limpida permise la ricostruzione nel dopoguerra onorando il tributo di sangue versato per la libertà.

In effetti, il comportamento diligente di ogni cittadino ternano ha lasciato un segno fecondo radicato in origini profonde. Non possiamo permetterci di obnubilare la nostra genesi e le nostre tradizioni che ci distinguono, in bellezza sublime, da ogni altra convivenza ordinata, civica e civile, in ragione di interessi eterei dai contorni non definitivi.

Non possiamo permetterci di dimenticare chi siamo oggi e da dove proveniamo, non possiamo dimenticare, l’arco temporale di secoli, che ha permesso al lavoro ed al capitalismo umanistico di fondersi.

Terni è la città imperiale, di Marco Claudio Tacito, chiamato dal Senato Romano, alla guida dall’Urbe Condita ed a vincere le asprezze interne, fino ad essere insignito del titolo di Gothicus Maximus, quest’uomo di Interamna Nahars non fu divinizzato ma fu l’unico per le sue eroiche gesta militari e politiche a non essere colpito dalla damnatio memoriae

Terni è la città dell’umanesimo universale, è la terra percorsa da Francesco d’Assisi precursore di ideali, non solo mistici, che diedero ispirazione all’autorevole movimento religioso e politico sublimato dalla dottrina di un soldato spagnolo divenuto santo dal nome Ignazio di Loyola.

La stessa dottrina, che determinò con la Rerum Novarum, di Leone XIII, la straordinaria rivoluzione culturale dei diritti dei lavoratori, gli stessi che con la loro straordinaria forza ed ottemperanza hanno reso grande nel mondo la nostra Acciaieria e che attraverso l’opera sapiente del movimento sindacale giunse alla determinazione normativa dello Statuto del 1970, dando avvio a quell’indotto di imprese che per la loro eccellenza portano in alto Terni e l’Italia.

Terni è la città generosa, nelle eroiche azioni di uno dei suoi figli più illustri ed autorevoli, quel Pietro Faustini, che alla guida di poco più di cento volontari ternani e poche armi, mosse verso Roma per un’Italia libera dalla oppressione straniera e papale, unita negli ideali fulgidi, mazziniani e garibaldini ed indipendente, rinunciando ad ogni offerta di incarichi istituzionali.

Terni è il Cantamaggio e Terni dei maggiaioli, celtica, di secolare tradizione popolare, sociale, cantata da Furio Niselli, che con una linea trasversale unisce la città sotto un unico vessillo, mostrando al mondo il valore dei suoi artisti che trascende il lavoro, raccontando una storia diversa e lanciando un messaggio univoco e di assoluta abnegazione, come a creare un tessuto connettivo con le opere d’arte, di altrettanti artisti mondiali, che a Terni hanno lasciato il loro segno indelebile ed regalmente ornano l’arredamento cittadino.

Quante città possono essere fregiarsi di tutto questo patrimonio inestimabile? Direi poche al mondo.

Potrei continuare un elenco infinito e chiedo venia a ciò che non ho citato, ma che non ho certo dimenticato.

In ultimo credo sia giusta una riflessione: dare alle nuove generazioni la consapevolezza di essere fieri dei nostri colori, delle nostre bandiere e della nostra terra natale, nella quale, mio malgrado, non sono nato, ma dove ho deciso, amandola, all’insegna di Valentino, altra figura mondiale, che ci onora del suo patronato, di intraprendere.

*avvocato, direttore generale Effemedica

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