L’acciaio e i tronisti, il lungo sogno della Hollywood sul Nera

Dalle cineprese che entrano nella grande fabbrica nel 1933 ai “Fiaschi d’oro” di Vitagliano e Interrante: ecco la lunga storia che lega Terni al cinema

“Il nuovo anno è iniziato nel segno del cinema”. A dirlo, qualche giorno fa, è stato l’assessore alla cultura di Narni, Lorenzo Lucarelli, mentre iniziavano le riprese di un lungometraggio horror, “Shortcut”, prodotto dalla Play Entertainment, nei pressi delle suggestive Gole del Nera, e la troupe della fiction Rai “Che Dio ci aiuti” era in zona per girare alcune immagini con l’ausilio di droni. Una cosa questa che ci fa tornare indietro di oltre un decennio, quando il territorio ternano era un set abituale, anche grazie ai teatri di posa di Papigno, che dal 1997 portavano in città produzioni nazionali e non; tra gli ultimi che hanno girato negli studi, figura il regista inglese John Irvin (I Mastini della Guerra, Codice Magnum, La spirale della vendetta) che nel 2004 girò qui il suo “L’educazione fisica delle fanciulle”, anche se in realtà la vicenda del film era ambientata in Turingia, nella Germania Centrale.

Da Acciaio a Benigni

Di quel periodo poi tutti ricorderanno i film girati da Benigni, dal fortunatissimo “La vita è bella”, allo sfortunatissimo “Pinocchio”, al così-e-così “La tigre e la neve”. Ma non tutti sanno che ben prima di Benigni Terni e dintorni sono stati set di importantissimi film: “Acciaio” di Walter Ruttmann del 1933, che porta l’azione proprio all’interno delle Acciaierie. Gli anni 60 vedono Terni set per Luigi Comencini (“La ragazza di Bube” con la Cardinale), Mario Monicelli (molte scene de “L’armata Brancaleone” furono girate ad Arrone e Ferentillo) e Luchino Visconti (ancora le Acciaierie in “La caduta degli dei”). Comencini e Monicelli torneranno “in zona” nei primi 70 rispettivamente con “Le avventure di Pinocchio” (Amelia) e “Le coppie” (film a episodi co-diretto con Albero Sordi e Vittorio De Sica). Poi Luigi D’Amico gira a Terni nel 1974 “L’arbitro”, l’anno dopo Sergio Corbucci “Il bestione”, Steno “La poliziotta” con Pozzetto e la Melato, e nel 1987 Federico Fellini girò parte della sua “Intervista” alla cascata delle Marmore. Negli anni 90 il territorio ternano diventa set ideale per l’horror e il thriller: il regista di culto Stuart Gordon girò due film a Giove (“Il pozzo e il pendolo” da Poe e “Castle Freak” da Lovecraft), Michele Soavi a Guardea il suo “Dellamorte Dellamore”, Giuseppe Tornatore a Melezzole il torbido “Una pura formalità” e Dario Argento “La sindrome di Stendhal”.

L’avventura dei tronisti

Con la fine degli anni 90 Benigni e Nicoletta Braschi decidono di trasformare – insieme al compianto produttore Mario Cotone – il vecchio complesso di fabbriche di carburo di calcio e calciocianamide nei pressi di Papigno in uno studio cinematografico, gli Umbria Studios, e a quel punto nel ternano vengono girati anche dieci titoli l’anno, tra film, serie Tv e documentari; fino al 2005, quando i due tronisti Costantino Vitagliano e Daniele Interrante girano a Terni il film “Troppo belli”, su sceneggiatura di Maurizio Costanzo; il film riceve recensioni estremamente negative da parte della critica viene candidato a tre “Fiaschi d’oro” - vincendo nella categoria “Peggior attore” per Vitagliano - e in sala incassa pochissimo. Non è certamente colpa di questo brutto film ma certo è che dopo Visconti, Comencini, Monicelli e Fellini, i tronisti di Costanzo non devono aver portato così bene al sogno di una cinecittà sul Nera.

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Il risveglio dal sogno

Da quel momento le produzioni, gli studi di Papigno, i registi e gli attori famosi sono pian piano svaniti e adesso leggere di tanto in tanto che un film o una troupe Rai sta in zona per girare qualcosa ci fa tornare indietro con il pensiero al grande cinema che passava di qui e ci fa sperare che molto altro ce ne passerà ancora.

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