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“L’Accordo di coesione e sviluppo Meloni-Tesei non è una trovata elettorale”

Intervento di Marco Celestino Cecconi, coordinatore comunale FdI: “La tesi di Alternativa Popolare per giustificare l’assenza del sindaco di Terni”

L’Accordo di coesione e sviluppo tra governo nazionale e Regione Umbria a firma Meloni-Tesei sarebbe stato solo una trovata elettorale? È questa dunque la risibile tesi che autorevoli esponenti di Alternativa Popolare hanno tentato di sostenere, giusto per provare a ‘giustificare’ l’assenza clamorosa del sindaco di Terni: che non è un Comune qualunque fra i tanti dell’Umbria bensì uno dei due capoluoghi, nonché destinatario di una quota rilevantissima dei fondi ricompresi nell’Accordo. Ma il tentativo di Alternativa Popolare non è nient’altro che il classico rimedio peggiore del male: giacché la teoria in questione, in tutta la sua conclamata infondatezza, non fa altro che confermare la totale mancanza di cultura di governo dell’attuale amministrazione.

Ad Alternativa Popolare sarà infatti il caso di ricordare innanzitutto che il governo Meloni ha sottoscritto nei mesi scorsi altri 11 Accordi, analoghi a quello firmato in questi giorni con l’Umbria, partendo da Regioni (come l’Emilia Romagna, la Val d’Aosta, il Veneto o la Liguria) dove si voterà solo nel 2025, da altre (come la Calabria) dove se ne riparla solo nel 2026 o da altre ancora (come il Friuli, il Lazio o la Calabria) dove gli elettori torneranno alle urne addirittura nel 2028: scadenze davvero troppo remote per parlare di trovate elettorali. 

Anche perché gli Accordi in questione si radicano nella nostra Costituzione (art. 119), nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e nelle conseguenti programmazioni-UE 2021/2027, agganciate a politiche finalizzate a “ridurre le disparità di sviluppo tra le regioni degli Stati membri”. È grazie a queste politiche, è grazie alla collaborazione fattiva tra il governo Meloni e le istituzioni del territorio per selezionare con la massima concretezza i progetti da finanziare, è grazie alla sapiente integrazione tra fondi diversi che governo e Regione di centrodestra hanno saputo mixare, è grazie a tutto ciò che l’Umbria si troverà a beneficiare per i prossimi anni di oltre 3miliardi di fond Pnrr (di cui 450 milioni gestiti direttamente dalla Regione), di altre risorse UE per circa 800 milioni di euro, di ulteriori 210 milioni di euro a valere direttamente sul Fondo di sviluppo e coesione. È grazie agli acconti di questi fondi già acquisiti a suo tempo dal Comune di Terni grazie “a quelli di prima” che l’amministrazione Bandecchi oggi inaugura cantieri provando a spacciarli come farina del proprio sacco. 

Ora, tutti gli altri progetti ternani finanziati grazie all’Accordo Meloni-Tesei dovranno essere messi a terra – responsabilità degli enti locali – a stretto giro: e certo ci aspettiamo che AP rifugga, a quel punto, dalla tentazione di giocarseli in chiave politico-elettorale. Perché le bugie hanno le gambe corte. E certe assenze restano ingiustificabili, come del resto l’ignoranza: nel senso letterale di ‘non sapere’.

*coordinatore comunale FdI Terni

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