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Terni, Mascia Aniello: “Surreale dibattito sulla ex discarica comunale. Sui veri problemi di Ast silenzio assordante”

Intervento dell’assessore all’ambiente: “E’ sconcertante che si chieda al Sindaco di firmare una cambiale in bianco: il Comune non conosce né i termini dell’Accordo di Programma”

“Ieri in Consiglio comunale, con ‘appena’ 25 anni di ritardo, destra e sinistra si sono accorte che c’è un problema sulla ex discarica comunale di Pentima-Valle. E il fatto che siano state sepolte tutt’attorno decine di milioni di tonnellate di scorie, fanghi e altro, con cromo esavalente e altri metalli pesanti che ammorbano da decenni le falde sottostanti? Perché non parlarne? Prendiamo in considerazione solo un pezzo dello scenario? Il fatto che la discarica siderurgica sia stata fatta comunque allargare a ripetizione da destra e sinistra, pur in una situazione ambientalmente compromessa? Il laghetto dei veleni emerso scavando (assurdamente) il tunnel Tescino? Il fatto che nessuno, fino ad oggi, si sia mai occupato di questo milione di metri cubi di rifiuti urbani accumulati senza impermeabilizzazioni? Il fatto che il fiume Nera sia carico di metalli pesanti?

Questi rilevanti argomenti di discussione non sono stati posti all’ordine del giorno, perché conta solo la produzione siderurgica, ‘a prescindere’ da civiltà, responsabilità sociale d’impresa, sostenibilità, legalità, esattamente come nelle colonie: il problema infatti è che “non si può spaventare Arvedi”. Che “l’economia di Terni la fa l’AST”. Che “la città è nata attorno alle Acciaierie”. E una lunga sequela di altre irripetibili amenità. Vorrei dare una notizia in anteprima ai complici del disastro ambientale ternano: Terni ha un’acciaieria, ma Terni NON E’ l’acciaieria. Terni fa acciaio, ma Terni NON E’ l’acciaio.

Sapete perché oggi la discarica diventa un tema dirimente per costoro? Perché, come sempre, AST ha necessità di recuperare volumi per l’abbancamento delle scorie, giacché non restano che tre o quattro anni di autonomia e giacché il riciclo delle stesse è tuttora sperimentale, a 13 anni dalle prime prescrizioni AIA. Come faranno a depositare altre scorie? Ad oggi non lo sappiamo perché non esiste alcun progetto, come è stato chiaramente spiegato ieri in Aula. E’ sconcertante che si chieda al Sindaco di firmare una cambiale in bianco: il Comune non conosce né i termini dell’Accordo di Programma, “prossimo alla firma” da almeno due anni, né vi è alcun progetto concreto per la realizzazione del Landfill Mining.

L’unica certezza è che oggi abbiamo un’Amministrazione che non sta dalla parte dell’azienda ‘a prescindere’: si può stare fermamente dalla parte di qualsiasi azienda solo se si garantiscono i livelli occupazionali, così come i diritti alla salute e all’ambiente, su cui finora l’Acciaieria ha investito poco o niente. Le Istituzioni tutte hanno gravissime responsabilità: una discarica-colabrodo reiteratamente ampliata in area SIN, con il placet di Comune e Regione, nel silenzio dello stesso Ministero dell’Ambiente. A margine viene da chiedersi dove sia stata la magistratura in questi decenni, ma questa è un’altra storia”.

Assessore all'ambiente*

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