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Terni, Mascia Aniello: “Stiamo dando battaglia sul tema dell’inquinamento come nessun altro aveva fatto prima”

L’assessore all’ambiente: “Siamo solo all’inizio delle nostre attività, che non sono offensivi ‘starnazzamenti’, ma atti ufficiali inediti”

Negli ultimi giorni l'opposizione ci ha allietato con una serie di castronerie su materie di cui evidentemente capiscono quanto la sottoscritta di calcio: zero carbonella. Le loro stupidaggini sulle polveri sottili tornano però in faccia a chi presume di saperne qualcosa, pur non essendosene mai occupato prima, avendo anzi preferito la postura dello zelante corifeo dell'industria siderurgica. Intanto il Sindaco di Terni ha sollevato, per la prima volta da parte di un primo cittadino, riflessioni critiche su uno strumento amministrativo che spegne i caminetti delle abitazioni e limita il traffico, senza contenere una sola parola sull'inquinamento da metalli delle 160 ciminiere di Viale Brin.

Per decenni lo Stato e la Regione hanno irresponsabilmente sorvolato sulla questione, fino a farci precipitare nella situazione attuale. Per queste gravi omissioni testuali e sostanziali abbiamo avviato una corrispondenza istituzionale, in vista di una revisione dell'atto nel 2024, dopo quella minimale eseguita da altri nel 2021. Non solo. Il Sindaco ha già inoltrato presso le sedi puntualmente deputate le prime prescrizioni e richieste all'Azienda, alla Regione e all'ARPA, conformemente alla normativa vigente, tanto che basterebbe leggere le relative determinazioni dirigenziali della Regione medesima per avere corretta cognizione di causa.

Altro elemento informativo, per questi ultimi della classe che fanno i saputelli.

Che c'entrano le Acciaierie con le polveri sottili di Terni? Le polveri sottili di Terni sono fortemente cariche di metalli, quali nichel e cromo, tipici marker dell'industria siderurgica locale. E' il processo di caratterizzazione a individuare cosa ci sia dentro le polveri PM 10, nel PM 2,5 e così via: ed è tutto stranoto, nonostante taluni amino cincischiare e negare tuttora.

Non solo. Tali concentrazioni di metalli, a breve, saranno pure fuorilegge, mutando la normativa europea: il Sindaco non esiterà ad assumere tutte le iniziative necessarie per far rispettare le regole anche a un'industria rilevante come questa, perché nessuno, in Italia, può scavalcarle, tanto più chi avesse un'enorme responsabilità sociale d'impresa; e tanto più considerando il potenziale di lesione dell'organismo umano cagionato da un tasso anomalo di concentrazione di tali inquinanti, così come peraltro già emerso dai diversi Studi Sentieri e da molte altre analisi accademiche e scientifiche nazionali e internazionali, da tempo uscite dai cassetti.

Agli epigoni di un sistema da rimettere profondamente a norma, ricordiamo inoltre che l'inquinamento siderurgico ricade sui suoli (tanto che è tuttora vigente un'ordinanza di interdizione alla coltivazione e all'allevamento all'aperto a Prisciano e Cervara Alta), ma ricade anche sulle acque di falda sottostanti il polo siderurgico e le sue megadiscariche. E ricade infine sulle acque del fiume Nera, i cui livelli di contaminazione metallica per flora e fauna acquatica sono anche 400 volte maggiori ai tassi che si rilevano prima del depuratore AST: per questi gravi motivi stiamo dando battaglia sulla questione dell’inquinamento industriale, come nessun altro prima d’ora.

Siamo solo all’inizio delle nostre attività, che non sono offensivi ‘starnazzamenti’, ma atti ufficiali inediti e forse problematici per gli interessati e i loro tanti zelanti compari in loco, e tuttavia necessari per difendere l’interesse generale e la sicurezza della produzione. Chi ha governato prima di noi si è invece sempre preoccupato di rassicurare i padroni delle ferriere, pronunciando zero parole su salute e ambiente, danneggiando la città e pregiudicando i diritti di chi qui vive e lavora.

Qualche volta questo è accaduto in ragione di risibili timori reverenziali, più spesso per scambi clientelari, senza dimenticare i finanziamenti pubblici diretti ai partiti nazionali, a destra come a sinistra. Noi non abbiamo riserve di alcun tipo, poiché l’unica bussola per un amministratore pubblico è la legge. E nient'altro.

Nel caso di specie lavoriamo affinché la stessa produzione industriale avvenga in ossequio alle normative: quelle che, ad esempio, pure il Cavalier Arvedi dovrà far rispettare a breve, nel momento in cui i limiti europei per il nichel nell’aria diverranno legge cogente. Limiti ad oggi ampiamente e sistematicamente sforati.

Assessore all'ambiente Comune di Terni*

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