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Sabato, 23 Settembre 2023
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Narni, mozione presentata dai consiglieri del Psi: “La tragedia delle morti sul lavoro è in costante aumento”

Il documento inviato da Eleonora Fociani e Claudio Ricci: “Il nostro obiettivo è organizzare un congresso a carattere nazionale con la presenza di operatori del settore”

Riceviamo e pubblichiamo il testo di una mozione presentata dai consiglieri del Psi di Narni, Eleonora Fociani e Claudio Ricci. “Il grande movimento di lotta contro le nocività del lavoro sviluppatosi in Italia negli anni ‘60 e ‘70 - recita il documento -, espressione della volontà individuale e collettiva di operai che avevano imparato a riconoscersi in gruppi omogenei rispetto alle malattie da lavoro, ebbe un risultato che provocò una rivoluzione culturale e di riforma della politica. Sostanzialmente si modificò la situazione in cui i protagonisti che determinavano e controllavano le condizioni di lavoro erano due i datori di lavoro e lo Stato a un’altra in cui i protagonisti diventavano tre per il radicamento di un terzo interlocutore: la classe operaia , gli altri lavoratori e le loro rappresentanze sindacali. Nel decennio ’80-’90 grazie alla riforma sanitaria del 1978 e i conseguenti piani sanitari regionali vennero istituiti i servizi di medicina del lavoro delle unità sanitarie locali con al loro interno varie figure professionali ( medici, ingegneri, tecnici..) aventi come obiettivo la prevenzione nei luoghi di lavori di infortuni e malattie professionali”

“Le normative nel corso degli ultimi trenta anni sono cambiate. La legge L626/1994 e la legge L81/2008 hanno determinato l’istituzione di figure professionali quali medico competente, responsabile aziendale per protezione e prevenzione Rspp, obbligatorietà del documento di valutazione dei rischi Dvr ecc., divenuti mera espressione aziendale. Di fatto è progressivamente venuta meno l’azione del terzo interlocutore suddetto, rappresentato dai lavoratori che secondo i principi ispiratori della legge 833/78 avrebbe dovuto controllare e determinare le condizioni lavorative sotto il profilo della sicurezza. La tragedia delle morti sul lavoro, nonostante le modifiche legislative, è in costante aumento ed è devastante per la società e soprattutto per le famiglie colpite. Le cause vanno ricercate nella scarsa cultura della prevenzione, nella mancanza di formazione e informazione dei lavoratori rispetto ai rischi lavorativi, assenza di dispositivi di sicurezza, inadempienze delle imprese, ritmi di lavoro elevati, medici competenti che non promuovono la salute del lavoratore e non denunciano le malattie professionali all’Inail, e più in generale nell’organizzazione aziendale. 

“Il lavoro su cui si fonda lo stato italiano secondo la costituzione repubblicana, anziché essere fonte di benessere , di sviluppo e di autorealizzazione può rivelarsi causa di sofferenza indicibile per i lavoratori e le loro famiglie. La globalizzazione dei mercati che sembrava garantire una ricchezza diffusa ha prodotto disparità a discapito di coloro che sono alla base del processo produttivo. Oggi sappiamo che non solo i lavoratori possono essere estromessi con facilità dalle aziende in seguito a ristrutturazioni o ad altre cause ma possono essere immolati. Sappiamo che un modello di impresa concentrata sulla massimizzazione del profitto è completamente indifferente alle tematiche della sicurezza, la quale è sempre più percepita come una voce negativa del bilancio e non come un dovere. I socialisti narnesi propongono questa mozione al fine di stimolare in Consiglio una discussione sul tema delle morti sul lavoro che è un’ingiustizia alla quale non siamo gli unici ad essere intolleranti e che è sintomo di un malessere diffuso nella società. Il Psi è storicamente radicato sulla tutela dei diritti dei lavoratori e della dignità della persona , per cui il tema della sicurezza sul lavoro è al centro della nostra attenzione”.  

“Il nostro obiettivo è organizzare un congresso a carattere nazionale patrocinato dal comune di Narni con la presenza di operatori del settore, rappresentanze sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro , docenti universitari ecc. Che possa provocare un cambiamento significativo della legislazione nazionale vigente in materia, perché anche da questa comunità ricca di storia industriale e di duro lavoro si levi una voce unitaria per dire la parola fine alla fabbrica di morte, di vedove, di orfani a causa dell’attività lavorativa”.

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