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Domenica, 21 Aprile 2024
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Nuove attività industriali a Narni, l’allarme: “Sono potenzialmente pericolose”

La richiesta di chiarimenti sulle procedure e su maggiori controlli da parte di Comitato ambiente Terni, Europa Verde-Verdi e Partito animalista italiano

Riceviamo e pubblichiamo una nota sottoscritta e diffusa da Comitato Ambiente Terni, Europa Verde-Verdi e Partito animalista Italiano sul possibile insediamento di due nuove attività industriali a Narni che potrebbero rivelarsi “potenzialmente pericolose” per tutta la conca ternana.

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Valutando la documentazione presente sul sito della Regione Umbria, riteniamo necessaria una indispensabile e completa integrazione valutativa che comprenda la valutazione di incidenza per i due siti Natura 2000 presenti, la valutazione di conformità al principio DNSH che consiste nel dimostrare che il piano/programma, ovvero il progetto, “non arreca danno significativo” (principio “Do Not Significant Harm” (DNSH)) ad alcuno degli obiettivi ambientali di cui all’articolo 9 del regolamento UE 2020/852 e che, ove ricorre, contribuisce in maniera sostanziale ad uno di essi (es. “mitigazione dei cambiamenti climatici”) e infine, poiché i progettati nuovi impianti di gestione anaerobica di Forsu e compostaggio fanghi e l’altro impianto di smaltimento Pulper proveniente da fuori regione sembrerebbero potenzialmente industrie insalubri di prima classe, l’avvio per entrambi i progetti di una completa procedura di Vas in base alle nuove direttive approvate dalla Regione Umbria.

A poca distanza da dove dovrebbero sorgere le due nuove industrie, ci sono già altri impianti industriali, tutti molto vicini alle abitazioni e in prossimità del lago di San Liberato, sito natura 2000 ZSC IT5220022 e del Sic IT5220020-Gole di Narni-Stifone, un’oasi paesaggistica dove la natura, la cultura e la storia si incontrano da oltre duemila anni in un’atmosfera unica. Quest’oasi incontaminata subirebbe notevoli effetti inquinanti dalle emissioni prodotte dai nuovi impianti, sommati alle emissioni di altri impianti in funzione tra cui il biodigestore Asm, già oggetto di prescrizioni Arpa a causa di forti e intollerabili emissioni odorigene.

Le zone speciali di conservazione della rete Natura 2000 costituiscono una rete ecologica europea che ha lo scopo di mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie individuate negli allegati delle direttive Habitat e Uccelli, riconosciute di particolare interesse europeo, rare o minacciate.

Il decreto leguislativo 3 aprile 2006 numero 152 definisce all’articolo 268 l’inquinamento atmosferico: “Ogni modificazione dell’aria atmosferica, dovuta all’introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell’ambiente”.

In materia di tutela della salute e tutela ambientale, la giurisprudenza amministrativa ha riconosciuto, in ossequio al “principio di precauzione”, l’esistenza di un vero e proprio obbligo in capo alle autorità competenti “di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell’applicazione delle migliori tecniche proprie del principio di prevenzione. L’applicazione del principio di precauzione comporta dunque che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza, i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali” (cfr., ex multis, Cons. Stato Sez. IV, 11 novembre 2014, n. 5525). Pertanto, si sottolinea che nella gestione degli interessi pubblici, il principio di precauzione esige di verificare preventivamente che l’attività economica (industriale o commerciale) da porre in essere, non sia idonea, anche solo potenzialmente, a danneggiare l’uomo o l’ambiente.

Il Comune di Narni, con fondi europei, ha reso fruibile a tutti lo splendido percorso lungo le gole del Nera, una green way ormai conosciutissima e frequentata, inserita nella “via dell’acqua” che collega, con percorsi lungo il Nera e il Tevere, Assisi a Roma. Inquinare l’aria e l’acqua non ci sembra un “contributo” accettabile dell’Umbria per i pellegrini del Giubileo del prossimo anno e per le future generazioni di Narni.

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