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Nuovo stadio e clinica, Angeletti (Terni Immagina): "Tutto si giocherà nel delicato equilibrio fra pubblico e privato"

Il capogruppo di opposizione di "Terni Immagina" rilancia il dibattito sul progetto stadio/clinica indicando la strada dell'equilibrio fra necessità pubbliche e utilità private

Riceviamo e pubblichiamo la rilfessione proposta dal capogruppo "Terni Immagina", Paolo Angeletti, che identitfica nell'equilibrio fra interessi pubblici e privati, la strada da percorrere nel dibattito politico sul progetto relativo al nuovo stadio/clinica privata convenzionata proposto dal presidente della Ternana Bandecchi.

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"Non è mio costume disquisire sui temi con abbondanza di parole. Purtroppo, questo è il mio carattere. Noto che il problema dello stadio (e clinica) sta accendendo gli animi, anche perché, è doveroso ricordarlo, interessa tutti. In consiglio comunale è stato votato (a maggioranza, anche con il mio voto) il pubblico interesse.

Quando un privato decide di finanziare un’opera che ha indubbiamente un pubblico interesse (concedetemi che, almeno in parte, lo sia), lo fa per ottenere dei profitti. È il mestiere del privato. Compito dell’ente pubblico è il controllo dell’operazione e delle condizioni. Già, proprio questo è il punto. Qualsiasi operazione di “finanza di progetto” (mi permetto di proporre l’alternativa grammaticale di “project financing”), prevede che l’intervento del privato sia regolato da condizioni concordate. In questo caso una delle condizioni previste è il convenzionamento della clinica da parte della Regione. Ma non è la sola. Ad esempio c’è lo sgravio fiscale previsto, quella condizione che ha convinto un gruppo in consiglio comunale a non votare a favore. C’è il dubbio sulle strutture commerciali annesse.

In generale, il vantaggio dell’ente pubblico è quello di poter porre le condizioni che favoriscano il cittadino (o quantomeno non siano sfavorevoli), che, poi, naturalmente il privato può accettare o no. Ma fa parte di una sana trattativa tra chi tutela il cittadino e chi vuole investire. Ora, il punto, mi pare, è quello di non opporsi alla proposta solo ed esclusivamente in virtù di una parola: privato, ma quella di valutare le forze in gioco. Avrà, il pubblico, la forza di ottenere il risultato senza conseguenze sfavorevoli? Avrà, il privato, la volontà di perseguire nell’investimento senza ostacolare l’interesse del pubblico?

Cerchiamo di ottenere il meglio da una sana competizione (o accordo?). Ricordiamoci che l’alternativa è la stasi, l’immobilismo. E questo, indipendentemente dalle posizioni politiche".

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