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Emergenza droga: “Terni è la terza zona d’Italia dove si muore di più di overdose”

Il grido di allarme lanciato dal Movimento Cinque Stelle nelle persone del consigliere regionale Thomas De Luca e dei consiglieri comunali Luca Simonetti, Federico Pasculli, Comunardo Tobia, Claudio Fiorelli e Valentina Pococacio: “Mancano risorse per potenziare le politiche di prevenzione e riduzione del danno”

“Terni è la terza zona d’Italia dove si muore di più di overdose. Lo riporta il sito “Geoverdose” che registra i decessi causati dall'assunzione di droghe negli ultimi 7 mesi del 2021”. A lanciare il grido di allarme i consiglieri del Movimento Cinque Stelle De Luca (regionale); Simonetti, Pasculli, Tobia, Fiorelli e Pococacio (comunali). Secondo i pentastellati: “A Terni e zone limitrofe in questo periodo ci sono stati ben quattro decessi, soltanto due in meno rispetto a quelli registrati in città come Roma e Venezia. Ma la classifica diventa ancora peggiore a livello percentuale, considerando che a Terni i decessi riguardano 28,6 persone per milione di abitanti, contro i 2,5 della capitale. Numeri da brivido – sottolineano - superiori in assoluto a quelli di grandi centri urbani come Napoli, Milano, Palermo, Bologna, Bari, Firenze”.

Ed ancora: “Un dato eclatante anche perché, sommando a questi dati i ricoveri e le morti sospette, a livello regionale continuiamo a produrre record negativi. Parliamo di ben 12 casi in Umbria che rientrano in queste tipologie e che ci rendono secondi solo al Veneto da cui proviene proprio l'assessore alla Sanità Coletto”. La triste ricorrenza: “È passato un anno dalla morte di Flavio e Gianluca. Un dramma che ha sconvolto l’intera comunità della nostra regione. Non è nostra intenzione strumentalizzare questa tragedia che ci ha unito tutti nel dolore senza distinzione di parte, ma da quel giorno altri giovani hanno perso la vita, non solo a Terni ma nell’intera Umbria. Questo senza che la politica abbia saputo ancora mettere in campo una risposta all’altezza della sfida. Di fatto, ogni appello alle istituzioni volto ad affrontare seriamente le politiche sulle dipendenze è caduto nel vuoto”.

I consiglieri esprimono le proprie riflessioni: “Tutto rimane affidato alle forze dell’ordine che svolgono un importante lavoro basato sulla repressione, oppure alle comunità terapeutiche che si occupano principalmente di recuperare chi ha deciso di abbandonare l'utilizzo di sostanze psicoattive. Nel frattempo però mancano risorse per potenziare le politiche di prevenzione e riduzione del danno".

"Proprio quelle politiche che servono ad evitare che giovani e meno giovani perdano la vita mentre purtroppo stanno vivendo attivamente la propria dipendenza. In Umbria le competenze non mancano, i servizi spesso lavorano sopra le forze, ma è fondamentale comprendere che servono risorse per potenziare questa rete. Non basta l'esercito, uno slogan o una telecamera per impedire che una persona muoia di overdose, o che i nostri figli decidano di utilizzare una determinata sostanza. Quello che possiamo impedire – concludono - è che non paghino con la vita “un’esperienza” a causa dell’incapacità di comprendere cosa sta accadendo e soprattutto per la paura di chiedere aiuto”.

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