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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Riequilibrio sanità: “Non siamo allodole. La delibera regionale è solo una promessa su posti letto pubblici e convenzionati”

Il capogruppo di Senso civico Alessandro Gentiletti: “Le potenzialità ci sono, serve una politica che abbia il coraggio di farle emergere”

Il piano di fabbisogni della rete ospedaliera è stato preadottato, dalla giunta regionale dell’Umbria, nei giorni scorsi. Una novità che ha naturalmente scatenato il dibattito su un tema di grande rilevanza come quello sanitario. Agganciato a tutto ciò c’è il riequilibrio territoriale con la novità dei 95 posti letto accreditabili per il territorio ternano. Il capogruppo di Senso civico Alessandro Gentiletti, dopo aver constatato e osservato le varie reazioni politiche si è espresso sulle varie questioni.  

Un preambolo per chiarire il proprio pensiero: “Noi ternani non siamo allodole, basta con gli specchietti” esordisce evocando un celebre modo di dire. “La nuova delibera regionale sul cosiddetto riequilibrio della sanità, sbandierata trionfalmente dal sindaco e dalla sua maggioranza, allo stato non garantisce nulla e non realizza quel riequilibrio che chiediamo da tempo”.

Il punto di caduta secondo Gentiletti: “La delibera regionale che, a loro dire, prevederebbe più posti letto pubblici e nuovi posti convenzionati per il nostro territorio, ad oggi è soltanto una promessa, fondata su un percorso complesso e articolato, che prevede l'intervento di altri attori istituzionali, a partire dal ministero. Nei proclami politici dell'amministrazione comunale, non a caso manca la rivendicazione verso la Regione perché dia un cronoprogramma preciso né vengono indicate con esattezza le tempistiche in cui la promessa sarà realizzata. In questi anni – aggiunge Gentiletti - ho ribadito più volte che bisogna parlare chiaro e smetterla di prendere in giro il territorio, come è stato fatto nel recente passato col progetto stadio clinica. Tanto è più necessario in questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni amministrative”.

Il capogruppo di Senso civico, recentemente protagonista di una conferenza di fine anno a palazzo Spada afferma: “Non mancheranno proclami propagandistici, volti soltanto a quietare le risse di potere interne alle destre che governano e a quelle che aspirano a farlo, per provare ad assicurare un secondo giro a chi ha già dimostrato di non meritare neanche il primo. Sarà necessario, quindi, soprattutto, in questi ultimi cento metri, non farsi ingannare da chi butta la palla in tribuna”.

Lo scenario auspicato: “L'affermazione di un vero e serio riequilibrio, passa dalla necessità di tornare a proiettare Terni oltre i confini regionali, facendole riacquistare il suo ruolo nell'Italia centrale, facendo tornare di moda politiche e accordi che rompano gli schemi, ormai superati, del regionalismo degli anni '70. Questo è possibile in tutti i campi, sia universitario che sanitario e su questo l'amministrazione comunale può giocare un ruolo fondamentale. Il riequilibrio, inoltre, passa dalla presa di consapevolezza delle peculiarità e complessità del nostro territorio, della profonda crisi che attraversa la piccola e media impresa e della necessità di investimenti sullo sviluppo. Le potenzialità ci sono - conclude - serve una politica che abbia il coraggio di farle emergere”.

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