Sabato, 25 Settembre 2021
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Ddl Zan, il Popolo della famiglia: “Prove tecniche di silenziamento, la garante ha ragione”

L’intervento di Sciamanna: quando questa legge entrerà in vigore, basterà un qualsiasi giudice con un adeguato potere discrezionale per frenare chi vorrà contraddire la lobby arcobaleno

La garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Maria Rita Castellani, ha recentemente espresso perplessità e preoccupazione sugli scenari conseguenti ad una approvazione del cosiddetto disegno di legge contro l’omotransfobia e i crimini d'odio promossa dal deputato del Partito democratico, Alessandro Zan.

“Sono prove tecniche di silenziamento quelle a cui stiamo assistendo. La polemica, montata dai gruppi politici di minoranza e da Omphalos – rileva Marco Sciamanna, presidente del Popolo della famiglia Umbria - ora si manifesta con una raccolta firme e la richiesta di dimissioni, ma quando il ddl Zan entrerà in vigore, basterà un qualsiasi giudice con un adeguato potere discrezionale per frenare chi vorrà contraddire la lobby arcobaleno. Ogni volta che ci sarà qualcuno che non vuole sentirsi dire che i bambini non si comprano, potrà scattare l’intimidazione con il reato di opinione di istigazione all’odio omofobico. La garante per l’infanzia ha tutto il diritto di denunciare ogni possibile pericolo a ciò che compromette il superiore interesse del minore”.

“Come Popolo della famiglia non solo difendiamo l’operato di Maria Rita Castellani che alza la voce contro i pericoli di questo disegno di legge, ma invitiamo la Regione dell’Umbria a prendere una posizione ferma e decisa sull’attacco che la garante per l’infanzia ha ricevuto per aver esercitato un suo compito fondamentale: la difesa dei diritti delle persone di minore età in un ambito molto delicato come quello dell’orientamento sessuale”.

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