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Post sessista: “Offende tutte le donne e ci riporta indietro nel tempo”. Il pensiero di Lega, Senso Civico e M5S

A seguito del post comparso sulla pagina del presidente della Provincia Giampiero Lattanzi si sono espresse le consigliere della Lega, il gruppo del Movimento Cinque Stelle e Senso Civico

"Un post con relativo meme, quello pubblicato dal presidente della provincia di Terni, Giampiero Lattanzi del PD, che mette in luce il livello dialettico di alcuni esponenti della sinistra ternana”. È ciò che affermano le consigliere comunali della Lega Federica Apollonio, Maria Cristina Brugia, Valeria D’Acunzo ed Anna Margaritelli, a seguito del post comparso sulla pagina del presidente Lattanzi. Nelle scorse ore anche esponenti di Fratelli d’Italia, avevano espresso il poro parere sulla vicenda.  

“Un post sessista – sottolineano le consigliere - una ‘battuta’ mal riuscita degna dei b-Movie italiani degli anni ‘80, che offende tutte le donne e che ci riporta indietro nel tempo, al tanto scomodato e citato Medioevo culturale, tirato in ballo più volte e a sproposito in questi giorni dai suoi colleghi di partito nel criticare l’ordinanza contro la prostituzione del sindaco Latini. La goliardia del presidente Lattanzi, uomo delle istituzioni, presidente della Provincia di Terni e sindaco del Comune di Guardea, svilisce la figura della donna”.

Secondo le componenti firmatarie di Palazzo Spada: “Chi ricopre incarichi di questo livello non si può permettere simili scivoloni. Sarebbe stato grave se questa vignetta fosse stata pubblicata da chiunque, ma l'episodio acquisisce una rilevanza diversa, perché a scherzare su un tema così sentito è chi dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, ed in un certo senso dare anche il buon esempio. Non può esserci ‘cazzeggio’, citando Lattanzi, con allusioni o doppi sensi che mercificano il sesso femminile. Una brutta caduta di stile” concludono nell’intervento.

Senso Civico sul post 

Il pensiero di Senso Civico sulla questione: “Condanniamo il sessismo in ogni sua forma, non in nome di una lotta elettorale tra destra e sinistra né per cercare una ripicca, ma in difesa di quegli stessi ideali che difendiamo sempre e che ci vedranno in piazza della Repubblica, sabato 6 novembre. Per coerenza dichiariamo la nostra posizione nei confronti del post, pubblicato nel suo profilo Facebook privato, dal Presidente della Provincia di Terni e sindaco di Guardea, Giampiero Lattanzi. Il post in questione è l’ennesima testimonianza del fatto che viviamo ancora in una società radicalmente patriarcale. In questo caso, a differenza di altri personaggi pubblici sono arrivate le scuse, ma purtroppo non bastano: vogliamo una società in cui il sessismo non sia considerato divertente. Non ci interessa stilare la classifica dei sessismi, né considerare meno grave il comportamento sessista di un rappresentante delle istituzioni solo perché tale manifestazione è avvenuta attraverso il proprio profilo privato. Il privato è politico, ed il valore di questo principio è indiscutibile, per noi. Non è nostro interesse analizzare le tempistiche con cui questo post è stato reso noto, né minimizzare l’accaduto”.

Ed ancora “Evidenzia purtroppo che ancora la strada verso una cultura che ripudia il sessismo e le discriminazioni è lunga, e ci spaventa che troppe volte la lotta alle discriminazioni sia una lotta di facciata, se poi nel privato gli stessi rappresentanti istituzionali non solo non provano disagio nell’imbattersi in certo sessismo, ma lo diffondono anche. Questo vuol dire che non hanno introiettato il senso di responsabilità verso la propria carica e soprattutto verso una comunità dimenticando il ruolo di guida morale che dovrebbe essere proprio delle istituzioni. Non abbiamo interesse a classificare questo atteggiamento più o meno importante o più o meno grave dell’ordinanza del sindaco Latini, perché sappiamo bene che alla base vi è la medesima matrice di pensiero maschilista. D’altronde siamo le stesse persone che hanno condannato fortemente il selfie di Latini, Pillon e Maggiora con scritto “tre omofobi”, anch'esso pubblicato attraverso i loro profili privati e speriamo non occorra riportare le analogie. Certo, fa sorridere che il suddetto post sia stato reso noto proprio da Fratelli d’Italia, partito che già nel suo nome dichiara le sue posizioni ideologiche e che ha fortemente criticato il ddl Zan, che avrebbe finalmente reso reato le discriminazioni di genere e sull’ orientamento sessuale. Una forza politica che difende l’ordinanza del Sindaco Latini che considera la prostituzione un mero problema di decoro urbano. Il Partito che aveva tra i suoi assessori in giunta un uomo che ha utilizzato un linguaggio omofobo sempre attraverso i social. Suvvia, anche per loro, un po’ di coerenza”.

Secondo Senso Civico: “Dispiace anche che non si capiscano le motivazioni per cui abbiamo richiesto il ritiro dell’ordinanza antiprostituzione, legate al fatto che in essa non è contenuta alcuna misura di contrasto al fenomeno dello sfruttamento e della tratta. Anche in questo caso sottolineiamo che l’esistenza di ordinanze simili a firma di Sindaci di centro sinistra, non è per noi una ragione per non avanzare critiche ed appelli affinché vengano ritirate, pur se pare costituisca una giustificazione per il Sindaco Latini. Ciò costituisce semplicemente l’evidenza del fatto che esiste una cultura sessista e maschilista e che talvolta sia trasversale alle forze politiche. Vogliamo scegliere di fare la differenza in termini politici e culturali -concludono - anche se spesso vuol dire assumere una posizione considerata scomoda”.

Movimento Cinque Stelle

Il punto di vista del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle: “Fino a quando si definirà goliardia un post sessista e fino a quando lo spirito per "strappare un sorriso" sarà quello che ha guidato il presidente della Provincia di Terni nel post comparso lunedì sul suo profilo facebook, sarà difficile arrivare ad un vero e proprio cambiamento culturale. Hanno ragione le esponenti di Fratelli d'Italia nel denunciare quanto scritto da Giampiero Lattanzi che è assolutamente da condannare. Questo post rende evidente che certe convinzioni sono così profondamente radicate da essere assolutamente trasversali. Per quanto sia facile assumere posizioni "politicamente corrette", finché ciascuno nella propria quotidianità continuerà ad avallare atteggiamenti del genere pensando che alla fine tanto è solo una battuta, battaglie come quella in favore del Ddl Zan finiranno con l'essere solo battaglie di facciata. Ci chiediamo anche dove siano gli uomini di Fratelli d'Italia. Perché alla fine che di certi temi siano sempre e solo le donne a parlarne o comunque doversi esporre, sembra quasi ridurre la questione ad un tema da rubrica rosa”

Ed ancora: “Dovrebbero invece essere anche gli uomini i primi a stigmatizzare certi atteggiamenti e non farli passare per semplice goliardia. Stupisce, invece, chi parla adesso del post del presidente della Provincia ma non ha proferito parola sulla recente ordinanza anti-prostituzione del sindaco di Terni. Accostare i due argomenti come fossimo in un gioco di contrappesi e bilancini è totalmente fuori luogo. Serve, al contrario, a ribadire come certe posizioni siano in fondo frutto della stessa mentalità, anche se c'è chi fa finta di non accorgersene. Speriamo almeno che questa pessima figura che sta facendo il nostro territorio possa essere il punto di partenza per una riflessione seria. E che si possa iniziare a lavorare seriamente su questo a partire dal ritiro dell'ordinanza e dal coinvolgimento delle associazioni – concludono - che si occupano della tratta delle donne costrette a prostituirsi”.

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