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Martedì, 25 Giugno 2024
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“Rifiuti, con Bandecchi a Terni ci siamo liberati della differenziata: così si torna indietro di 20 anni”

Stop al porta a porta, arrivano i cassonetti di quartiere: l’intervento di Thomas De Luca, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. “In questo modo la città si candida a diventare il camino unico in cui bruciare l’immondizia dell’intera regione”

Ci sono voluti decenni di lotte contro gli inceneritori per portare Terni ad essere un modello virtuoso a livello nazionale, ma sono bastati tre mesi di Bandecchi per riportare la città indietro di 20 anni. Smantellare il sistema di raccolta porta a porta, come il sindaco di Terni ha annunciato di voler fare, avrà una sola conseguenza: ridurre la quantità di raccolta avviata a riciclo e aumentare la quantità di rifiuti indifferenziati per alimentare inceneritori e discariche.

Si palesa in questo modo un patto tra Bandecchi e la giunta regionale per allineare il territorio ternano al nuovo piano dei rifiuti che porterebbe la conca e il polo di Maratta ad essere il camino unico del centro Italia. La monetizzazione della salute rende intollerabile che Terni possa raggiungere l’80% di raccolta differenziata come accaduto nel luglio 2023. Perché questo toglierebbe da mangiare all’inceneritore previsto nel nuovo piano regionale dei rifiuti.

Bandecchi così decide di smantellare la raccolta porta a porta anziché intervenire sui condomini per migliorare la qualità della differenziata, introdurre nuovi sistemi per tracciare i conferimenti ed attuare una vera tariffa puntuale. Ci chiediamo come mai non si possano seguire modelli di gestione virtuosi come Contarina e la Provincia di Treviso dove con la raccolta porta a porta spinta si è raggiunto il 90% di differenziata e dove la tariffa applicata, che ha un importo medio di circa 100 euro a famiglia inferiore rispetto a Terni, risulta essere la più bassa d’Italia.

Appare difficile non notare come l’unico soggetto che guadagnerà da questa scelta sarà proprio Acea che, ad oggi, gestisce sia la discarica Le Crete di Orvieto dove verosimilmente verrà conferita la maggior quota di indifferenziato prodotta, sia l’inceneritore di Maratta che si candida ad essere camino unico per bruciare a Terni i rifiuti dell’intera regione. Ci chiediamo come sia possibile cambiare radicalmente quanto contrattualizzato in seguito all'appalto da oltre 300 milioni per la gestione della raccolta, accordo in vigore dal 2014 e valido fino al 2029, che è stato assegnato sulla base di un capitolato e di un'offerta tecnica ben precisa. C’è da chiedersi, infine, con quale faccia chi ieri manifestava al nostro fianco, oggi stia raggiungendo i massimi livelli di trasformismo per sostenere questa strada. Erano belli i tempi in cui sulla gestione del ciclo dei rifiuti si facevano battaglie in regione. Il fondo da toccare però è ancora lontano.

*consigliere regionale e coordinatore M5S Umbria

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