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“Acquedotti colabrodo e tariffe alle stelle, al Sii non serve occupare le cariche ma avere una visione”

Verso il rinnovo dei vertici del Servizio idrico integrato di Terni, l’intervento di Francesca Arca dell’Alleanza Verdi Sinistra: “Sulla ripubblicizzazione dell’acqua ci troverete d’accordo, come andrebbe fatto per la sanità e anche per il sistema scolastico, a partire dall’università”

La privatizzazione dei servizi idrici, a tre anni dal rinnovo dell’affidamento alla società Sii della gestione del ciclo dell’acqua nel territorio della provincia di Terni per altri 30 anni, quale bilancio? Tariffe record e rete colabrodo.

Le oltre 121mila utenze attive nel territorio interessato sborsano annualmente più di 40 milioni di euro che ricoprono il 100% dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi resi da Sii, lasciando anche qualche margine di utile. Qualche problema però in quel servizio c’è, se vantiamo in Umbria il poco invidiabile primato di essere la seconda regione italiana, dopo la Basilicata, nella graduatoria della dispersione dell’acqua captata alle fonti. Il 54% dell’acqua che si preleva alle sorgenti e ai pozzi di attingimento va perduta, nella nostra regione, il 12 % in più della media nazionale (già molto alta). Quindi abbiamo acquedotti colabrodo e utenze abusive, in proporzioni non meglio identificabili. Però le utenze civili e industriali, famiglie e imprese, debbono sostenere, con le bollette, il 100% dei costi di quella movimentazione.

Bisognerebbe partire almeno da qui per un bilancio non acritico dell’attività di Sii e più complessivamente per una valutazione degli effetti delle privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali, come quello idrico. In cima ai pensieri delle società che gestiscono questi servizi non sta l’utente, cui andrebbe corrisposto un servizio di qualità ed efficiente al costo minore possibile, Società quotate in borsa, che nella compagine azionaria hanno colossi finanziari (come Suez e Caltagirone, nel caso di Acea) ed hedge found, in cima al loro pensiero mettono il valore delle azioni e la remunerazione che toccherà ai grandi finanziatori di queste società. Rispetto a questo, gli innovatori di turno, che ci sono toccati a questa tornata elettorale amministrativa, che fanno?

Nelle varie estemporanee dichiarazioni sembra voler tentare la sinistra sostenendo che l’acqua debba essere pubblica. Più che a innovare, però, stanno pensando ad occupare, se è vero che, come riportano alcuni organi di informazione quest’oggi, alla presidenza di Sii è destinato il segretario provinciale di Alternativa popolare, il partito del sindaco Bandecchi. Per essere il nuovo che avanza, non c’è male. Se è così, di quali accordi è sensato parlare? Sulla ripubblicizzazione dell’acqua ci troverete d’accordo, come andrebbe fatto per la sanità e anche per il sistema scolastico, a partire dall’università.

Alleanza Verdi Sinistra è disposta a discutere in qualsiasi momento di questi temi, non certo alle strumentalizzazioni dei suoi principi per meri scambi politici.

*Alleanza Verdi Sinistra

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