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“Rischio dissesto bis per il Comune di Terni, le conseguenze sulle spalle delle classi popolari e delle piccole e medie imprese”

L’intervento del polo alternativo sui conti di Palazzo Spada: “Durante la campagna elettorale, il sindaco minimizzò le complesse procedure ancora in corso, diffondendo robanti affermazioni. La realtà, invece, ha dimostrato il contrario”

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa dal polo alternativo (M5S, Bella Ciao, Terni Conta) sulla situazione finanziaria del Comune di Terni.

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Il Comune di Terni è in dissesto da cinque anni. In questo lasso di tempo i cittadini hanno subito l’aumento delle tasse, il peggioramento dei servizi e assistito ad un degrado sempre più evidente della città. Durante la campagna elettorale, l’attuale sindaco di Terni minimizzò le complesse procedure ancora in corso sul dissesto. Diffondendo robanti affermazioni come “20 milioni ce li metto io” e “troverò i soldi, sono capace di farlo”. La realtà, invece, ha dimostrato il contrario.

Oggi gli allarmi lanciati dal vicesindaco Corridore certificano che tali affermazioni erano solo bugie. Costretto a cedere di fronte alle difficoltà, il vicesindaco ha annunciato che, se gli enti pubblici e i creditori privati non accetteranno la proposta dell’organismo straordinario di liquidazione al 60%, il Comune sarà costretto a richiedere un nuovo default. Nel mezzo di questo dibattito surreale, i cittadini si chiedono quando potranno vedere la fine della fase con aliquote e tariffe comunali al massimo e quando i debiti accumulati con il Comune di Terni saranno finalmente ripianati. La questione viene affrontata nel documento unico di programmazione 2023/2025 mentre si attendono direttive da Roma riguardo al piano di estinzione dei debiti firmato verso la fine dell’anno.

Le previsioni tecniche non sono rassicuranti con le tariffe che rimarranno ai massimi livelli ed i pagamenti bloccati a causa delle partite debitorie rimaste senza accettazione delle proposte transattive da parte dell’Osl e per le quali sono stati effettuati accantonamenti.

In questa difficile situazione economica, le aliquote e le tariffe dovranno essere confermate nella massima misura possibile. I cittadini, che non hanno colpe e desiderano trasparenza, si trovano di fronte all’incertezza di quando termineranno gli anni di sacrifici cui sono stati costretti. Le aziende creditrici, che hanno rifiutato la transazione forse per esigenze di bilancio, restano nell’illusione di vedere il pagamento dei propri crediti. Entrambe le categorie si ritrovano di fronte a dichiarazioni contraddittorie. Prima delle elezioni si parlava della chiusura della procedura di dissesto entro un anno, mentre oggi si paventa un nuovo default in caso di mancato accordo.

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, invita tutti alla riflessione e ringrazia per gli sforzi profusi per “salvare” la città. Ma dimentica di dire che le responsabilità e le soluzioni vengono scaricate sulle spalle delle classi popolari e delle piccole e medie imprese che rappresentano la vera ricchezza della città.

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