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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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“Un consiglio comunale che costa circa 5mila euro non può durare solo quattro ore”

Fiorini (Forza Centro): finalmente oggi l’assemblea torna a Palazzo Spada dopo un indecoroso valzer fra riunioni da remoto e in presenza per approvare delibere che gridano vendetta

Dopo le lunghe battaglie che ho fatto, esprimo soddisfazione per la convocazione del consiglio comunale di Terni in presenza, per oggi, 4 ottobre. Questa amministrazione ha continuato per tutto il periodo estivo con lo svolgimento dei consigli comunali da remoto. Consigli a cui io non ho partecipato perché mi sembrava di rubare il gettone di presenza. Non si riusciva a svolgere a pieno le funzioni che siamo chiamati ad assolvere, tra problemi di connessione, sovrapposizione di voci e problemi tecnici vari. Molti altri Comuni, invece, già da tempo erano tornati a svolgere l’assise in presenza.

Il 20 settembre è arrivata la prima convocazione per il consiglio comunale in presenza, non ci credevo, infatti è andato in scena un valzer incredibile. Sia perché vi erano solo due punti all’ordine del giorno, inerenti alla spartizione di poltrone, sia perché poi è arrivata un’altra convocazione per il 27 settembre con il ritorno in modalità telematica con all’ordine del giorno i seguenti punti: variazioni di bilancio inerenti lo spostamento di 200mila euro, di cui 100mila euro tolti dal piano quinquennale strade 2019-2023 per essere destinati al miglioramento del decoro della fontana di piazza Tacito, in cui sono stati già investiti più di 800mila euro, non considerando lo stato delle strade soprattutto quelle di periferia; variazione di bilancio per la realizzazione del teatro comunale Giuseppe Verdi, incremento delle risorse economiche per 2,3 milioni di euro per una spesa complessiva poco meno di 17 milioni di euro. Considerando che a malapena c’è la copertura per il primo stralcio dei lavori, quella del secondo stralcio di circa 10 milioni da dove arriverà? Soprattutto, si era detto che non si poteva rifare il teatro del Poletti perché costava troppo, invece spendere 17 milioni vi sembra poco? Rifacendo il Poletti si sarebbero creati 1.214 posti a sedere, mentre oggi circa 200 sul ridotto (primo stralcio dei lavori) e 600 circa col secondo stralcio e stando alla copertura finanziaria disponibile vi è il rischio che rimanga un teatro da 200 posti. Come mai per rifare il Poletti vi erano i vincoli della Soprintendenza mentre oggi sembrano essere scomparsi?

Una delibera con la quale si esternalizza il servizio di notifica a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse alla violazione al codice della strada. In pratica una spesa per inviare le notifiche delle multe ai cittadini per un importo di 58 mila euro circa per l’anno 2021, 559mila euro circa per l’anno 2022, 559mila euro circa per l’anno 2023, 555mila euro circa per l’anno 2024 e 509mila euro circa per l’anno 2025 per complessivi circa 2,2 milioni di euro, con possibilità di rinnovo per gli ulteriori due anni successivi. Allora perché avete installato l’autovelox di via Lessini, che serve a questa amministrazione per fare cassa, quando poi volete esternalizzare il servizio di notifica pur avendo l’ufficio notifiche interno al comando di polizia municipale, Terni Reti Srl, ma soprattutto considerando che diverse notifiche avvengono via pec?

Due delibere con le quali si chiedeva uno spostamento economico per la copertura dei debiti fuori bilancio.

Altri atti, soprattutto politici, che non si è arrivati a discutere perché, pur avendo io chiesto il prolungamento del consiglio comunale fino all’esaurimento dei punti all’ordine del giorno, la maggioranza ha preferito andare a cena. Tanto pagano i cittadini! Speriamo almeno che, mentre si sono approvate queste delibere, non vi fosse chi stava facendo i selfie, perché si tratta di delibere che gridano vendetta.

Quando è arrivata la convocazione per il 27 settembre, di nuovo in modalità telematica, mi sono infuriato. Ora mi viene da pensare che tale modalità sia stata scelta apposta per approvare le delibere scempio di cui sopra, perciò ho chiesto l’intervento di istituzioni più responsabili della nostra amministrazione. Forse sono state proprio queste che sono intervenute e hanno posto fine a tale indecoroso valzer, facendo in modo che il 4 ottobre si tornasse in presenza, con l’auspicio che si esauriscano tutti i punti all’ordine del giorno.

Essendo i cittadini a pagare, un consiglio comunale che costa 5mila euro circa non può durare solo quattro ore.

*consigliere comunale Forza Centro

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