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“Meno passerelle e inaugurazioni e più azioni a difesa del diritto alle cure: di questo abbiamo bisogno”

L’intervento del gruppo consiliare Amelia Domani dopo l’inaugurazione della casa di comunità: “Vogliamo sperare di non essere in presenza della ennesima azione volta a far passare questa struttura quale elemento compensativo a quello che fu l’ospedale Santa Maria dei Laici”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente un intervento del gruppo consiliare di minoranza Amelia Domani sulla situazione della sanità sul territorio

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Breve considerazione sul significato del termine “denigrare” e sullo stato complessivo della sanità, nel territorio Amerino, in occasione dell’inaugurazione in Amelia della casa di comunità.

“Denigrare” secondo il vocabolario Treccani: cercare con intenzione malevola di offuscare la reputazione di una persona e di sminuire il valore di una cosa col parlarne male.

Questa la spiegazione del termine. Andiamo, quindi, ad analizzare a quali atti di politica denigratoria può essere ricondotta la dichiarazione rilevata in un recente articolo stampa pubblicato su Terni Today lo scorso il 13 luglio.

È forse una falsità dire che il reparto di medicina dell’ospedale di Amelia, dal 2020, non ha più accettato ricoveri diretti trasformandosi gradualmente in un “ospedale di comunità”, come recentemente è stato ufficializzato, ossia in un “polo infermieristico” e non in un ospedale inteso nel significato intrinseco del termine e che quindi l’ospedale è chiuso?

È forse una falsità dire che il punto di primo intervento, quando è aperto, ormai da tempo funziona a

singhiozzo per la presenza altalenante di un medico, sino a giungere alla recente chiusura ufficializzata, nei fine settimana del mese di luglio per assenza di personale?

È forse menzognero dire che il laboratorio analisi è stato chiuso?

È forse falso dire che il reparto di medicina, come quello di riabilitazione motoria insieme al laboratorio analisi, sono stati trasferiti presso l’ospedale di Narni, quando in Amelia potevano e dovevano tranquillamente operare?

Che il servizio geriatrico è ormai chiuso da più di un anno e che l’assistenza domiciliare risulta essere depotenziata, è dire una falsità?

Che il SerD – servizi per le dipendenze, è stato pesantemente ridimensionato nelle sue attività, è forse anche questa una falsità?

Potremmo continuare ancora molto, ma ci ripeteremmo elencando situazioni pesanti di difficoltà già denunciate anche in sede di commissione sanità regionale, che ormai investono tutta la sanità territoriale e non. Come è stato possibile tutto questo nel silenzio totale di chi rappresenta la città, cosa ha fatto l’amministrazione comunale per scongiurare simili risultati se non assecondare le direttive ricevute dall’alto: meno passerelle e meno inaugurazioni e più azioni a difesa del diritto primario alle cure di tutti i cittadini, di questo abbiamo bisogno.

Veniamo quindi alla casa della comunità di Amelia, inaugurata martedì 18 “alla presenza delle massime autorità civili, religiose, militari della Regione, della Provincia di Terni e del Comune”: così come era riportato nell’informativa alla cittadinanza diramato dall’Asl Umbria 2.

Tanta è la risonanza che è stata data al trasferimento degli uffici amministrativi e dei servizi sanitari già presenti nel territorio in piazza Augusto Vera, in via Primo maggio e in via Rimembranze, in una struttura nuova e sicuramente moderna ed efficiente.

In realtà, al momento, degli innovativi servizi, alcuni dei quali aperti h 24, 7 giorni su 7, previsti nel Psr, piano sanitario regionale 2021/25 e nel Dm 77 del 23 maggio 2022, come elementi qualificanti delle nascenti case di comunità, ne troviamo traccia nei pannelli informativi all’interno della struttura: “Ci vuole pazienza”, come le autorità presenti hanno sottolineato nel loro intervento inaugurale, lo sappiamo e siamo abituati ad averne.

Vogliamo sperare di non essere in presenza della ennesima azione volta a far passare la casa di comunità quale elemento compensativo a quello che fu l’ospedale Santa Maria dei Laici: oppure anche queste sono falsità?

Per quanto a noi noto, riteniamo che le due entità non sono assolutamente né sostituibili l’una all’altra, né tanto meno sovrapponibili. Per quanto ci sarà possibile, dichiariamo che continueremo a vigilare e a denunciare ogni problematica, ogni disservizio, ogni azione nefasta, a tutela di una sanità pubblica aperta a tutti e tutte, da tutti e tutte fruibile.

Precisiamo inoltre che il nostro agire non è animato da una “politica di denigrazione tesa ad un puro

tornaconto”, dichiarazione che oltre ad offenderci, offende l’intelligenza di chi l’ha espressa: ritenendo che, chi rappresenta la cittadinanza tutta, dovrebbe essere in prima fila con noi a combattere la scellerata politica di dismissione della sanità pubblica che l’attuale amministrazione regionale ha avviato.

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