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Venerdì, 12 Aprile 2024
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“Stadio-clinica e nuovo ospedale di Terni, fare chiarezza su incroci pericolosi e improbabili”

Il consigliere regionale del Pd, Fabio Paparelli: “Per il nuovo Liberati, Palazzo Spada potrebbe utilizzare i fondi previsti dalla legge regionale sull’utilizzo dei canoni idrici dei grandi impianti di derivazione”

In un clima di campagna elettorale permanente si susseguono pronunciamenti, anche di autorevoli rappresentanti istituzionali, sul futuro della sanità ternana. Un nuovo ospedale dovrebbe sorgere, grazie ad un project financing messo in campo da soggetti privati, e una nuova clinica, anch’essa privata, verrebbe utilizzata come mezzo per finanziare il nuovo stadio della Ternana. Si tratta di incroci pericolosi e improbabili sui quali è bene che la presidente Tesei faccia al più presto chiarezza.

Per questo alla giunta di Palazzo Donini se non ritenga opportuno che temi di grande rilevanza sociale per la comunità cittadina, come anche il nuovo ospedale e il nuovo stadio, vadano discussi adeguatamente e documentatamente, nelle sedi appropriate e non attraverso una comunicazione non accreditata e propagandistica, evitando così di creare aspettative tra i cittadini e soprattutto tra i supporter della squadra.

Chiedo inoltre di conoscere lo stato attuale della procedura relativa alla clinica-stadio, tenendo conto che anche nella discutibile deliberazione regionale di verifica della rete ospedaliera regionale, per l’eventuale utilizzo dei posti privati convenzionabili, non si fa riferimento alla possibilità di applicare la cosiddetta legge Stadi. Va inoltre chiarito che l’attività in convenzione con il servizio sanitario regionale è soggetta a tetto regionale non espandibile e quindi, allo stato il budget potenzialmente programmato in modo errato, per i privati della provincia di Terni (stimabile in 15/18 milioni a carico del servizio sanitario regionale) andrebbe sottratto agli altri soggetti convenzionati della regione con gare aventi come base il territorio della Asl e non provinciale. Deve essere spiegato se si ritiene compatibile con la legislazione vigente sanitaria e in tema di concorrenza la garanzia aprioristica dell’accreditamento e convenzionamento della clinica a supporto finanziario del nuovo eventuale stadio della città di Terni. Bisogna infine conoscere lo stato dell’autorizzazione alla costruzione di altro gruppo imprenditoriale interessato alla costruzione di una clinica privata a Terni.

Gli amministratori locali di Terni continuano a propinare ai cittadini la promessa di un nuovo ospedale in 5 anni e di un progetto clinica-stadio in movimento veloce e concreto. Nel frattempo, lo stato di difficoltà delle strutture pubbliche è sotto gli occhi di tutti e genera quotidiane lamentele dei cittadini per lunghe e irrisolte liste di attesa, sia per attività specialistica che di ricovero, nonché per l’affanno assoluto del pronto soccorso dell’ospedale. Fenomeni generati anche dalle continue defezioni di professionisti nelle stesse strutture e dalla assenza di programmazione sanitaria.

Relativamente all’ipotesi della cosiddetta clinica-stadio, dagli atti approvati dalla precedente giunta del Comune di Terni di centrodestra, emerge che a fronte di un investimento da 53 milioni (26 per la clinica, 24 per lo stadio, oltre alle spese di progettazione) si registra un basso apporto di capitale privato (10 milioni) e un alto ricorso all’indebitamento (43 milioni) la cui restituzione al sistema bancario in 30 anni è per circa il 60 per cento a carico dell’esercizio dei posti letto convenzionati della clinica, elemento quindi dirimente per la realizzazione dello stadio.

A quanto si apprende dai media, la clinica sarebbe poi realizzata su un terreno di proprietà del sindaco della città, con evidente conflitto di interessi. C’è da tenere presente che il Comune di Terni potrebbe disporre il rifacimento dello stadio utilizzando i fondi previsti dalla legge regionale sull’utilizzo dei canoni idrici dei grandi impianti di derivazione, che destina circa un milione di euro l’anno per l’impiantistica sportiva. E che il parere ricevuto dal professore Renato Balduzzi, già ministro della salute, affermava “l’impossibilità giuridica di procedere secondo il percorso proposto dal proponente privato e recepito dal Comune di Terni, facendo eventualmente salva la sola autorizzazione alla realizzazione della struttura sanitaria”.

Una clinica privata per essere autorizzata e messa in esercizio, deve richiedere e ottenere l’accreditamento per poi poter partecipare alle procedure comparative pubbliche per poter ottenere il convenzionamento di parte dei posti letto. L’accreditamento si ottiene seguendo le procedure di legge vigenti e non può essere garantito a priori ed esso non dà diritto al convenzionamento. Infine, non è la giunta regionale, ma la Asl che ogni anno determina i fabbisogni sanitari su base territoriale e non provinciale e predispone le gare per gli accordi programmatici sulla base dei fabbisogni locali, ogni anno rideterminabili.

*consigliere regionale del Partito democratico

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