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Accordo di programma in Ast: “Rapporto con le Pmi dell’indotto non viene preso in considerazione”

L’intervento di Confartigianato: “Due anni di attesa caratterizzati da scelte e procedure che hanno peso e business delle imprese locali”

A oltre due anni dall’acquisizione di Ast da parte del gruppo Arvedi e, quindi, con estremo ritardo, a seguito della riunione a Roma del tavolo tecnico presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza dei rappresentanti del ministero dell’ambiente, Ast e Comune di Terni, si registra una nuova ondata di annunci sui ‘tempi brevissimi9 previsti per l’accordo di programma e il relativo piano industriale delle acciaierie di Terni. 

L’intesa dovrebbe ridisegnare il ruolo del polo siderurgico ternano, definire prospettive strategiche e opportunità di sviluppo territoriale e dare l’avvio a una fase di grandi investimenti e riorganizzazioni. Fiduciosi che non si tratti solo di nuovi annunci e che sia finalmente iniziata la fase finale in vista dell’accordo, rileviamo che uno dei nodi centrali, certamente quello che più risponde a interessi immediati del territorio, è il rapporto con le Pmi dell’indotto, gran parte delle quali fanno parte della base associativa di Confartigianato Terni. Tale tema non sembra invece essere tenuto in considerazione o, comunque, non si ritiene di darne accurato e puntuale resoconto né dalla proprietà, né dai soggetti istituzionali nazionali e locali che partecipano agli incontri.

I toni celebrativi e la soddisfazione, certamente condivisibile, della vicinanza del traguardo, per quanto ci riguarda non diminuisce la nostra attenzione sulla evidenza che in tema di forniture e rapporto con le Pmi locali i due anni di attesa sono stati caratterizzati da scelte e procedure che hanno di fatto ridotto progressivamente ruolo, peso e business delle imprese locali dell’indotto. Occorre dare immediate garanzie alla comunità ternana che questo fenomeno, molto preoccupante, sia dovuto alla contingenza e non risponda a politiche industriali della proprietà in tal senso. Altrimenti gli incontri in atto rischiano di apparire come una vuota ritualità di composizione di interessi industriali e pubblici di livello nazionale, slegati dalle ragioni del territorio e segnatamente delle Pmi. Richiamiamo quindi l’attenzione di tutti su questo tema, chiediamo l’apertura di un tavolo dedicato al fine ottenere risposte e garanzie per il futuro delle Pmi dell’indotto territoriale delle acciaierie di Terni.

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