Papigno memories, quando gli studios vivevano di cinema

La vita è bella, Pinocchio e poi ancora le fiction: i teatri di posa visti da una (ex) comparsa

Come molti giovani ternani tra la fine degli anni 90 e i primi duemila anche io ho bazzicato i set che spessissimo si trovavano in città. Il mio fu un rapporto piuttosto sporadico ma che mi ha lasciato ricordi che resteranno indelebili.

Tutto ebbe inizio nel 1996 quando con i miei amici andammo a proporci come comparse per La vita è bella di Benigni e fui fortunato: mentre ai miei amici fu raccomandato di non prendere il sole (era estate) perché avrebbero interpretato dei deportati, io avrei vestito i panni di un soldatino tedesco. Purtroppo un esame universitario nella stessa data del set mi impedì il debutto come comparsa, ma ricordo fu una sensazione strana rivedere poi molti dei miei amici in un film Premio Oscar.

Qualche anno dopo Benigni tornò a girare agli studi di Papigno – che nel frattempo aveva acquistato – il kolossal Pinocchio e io e i miei amici eravamo tutti comparse nelle scene del paese dei balocchi; eravamo tutti uomini perché la scena lo richiedeva, ed eravamo tantissimi, e quella che doveva essere un’allegra scena con dei bambini che giocavano con dei cuscini diventò una battaglia con feriti ed un paio di scazzottate random; chi – come me – doveva guidare un monopattino aveva due scelte: tenere le mani ben salde sul manubrio e prendere violente cuscinate (con cerniera metallica) in viso, oppure pararsi dai colpi con una mano per cadere un metro dopo; io optai per una terza scelta: appena l’aiuto regista, il grande Alberto Mangiante, dava l’azione, io raggiungevo con il tragitto più breve il retro della scenografia più vicina, fino allo stop: so che non è corretto, ma i cuscini con cerniere facevano male. Eravamo vestiti con costumi leggerissimi ed era novembre in Valnerina, non ricordo di preciso quanti giorni furono ma furono parecchi, me lo ricordo come un periodo divertentissimo, anche se poi fui cacciato dopo che mi beccarono ad accendermi una sigaretta dentro un teatro di posa; so che non si fa, ma come ho detto: a novembre in Valnerina fa freddo.

Dopo Pinocchio, io entrai in un gruppo di comparse, avevamo una specie di agente –comparsa anche lui – che ci chiamava per lavorare in film e serie tv come Carabinieri, che si girava a Città della Pieve, si partiva la mattina con il buio e ricordo – anche lì – che faceva sempre freddo e che nelle mie scene non c’era mai né la Marcuzzi né la Arcuri. Mannaggia. Invece quando ero comparsa nei film, era quasi sempre agli Studios di Papigno: i set che ricordo con maggior piacere sono L’orizzonte degli Eventi con il bravissimo e simpaticissimo Mastandrea e Volevo solo dormirle addosso con Pasotti: lì ebbi addirittura il doppio ruolo di comparsa (infatti il film si apre sul mio faccione) e di attrezzista: dovevo liberare il set - che erano degli uffici pieni di scrivanie – a fine film, insieme ad altri due ragazzi; avevamo tempo tre giorni ma per farci vedere volenterosi e forti agli occhi della produzione facemmo gran parte del lavoro in due giorni con il risultato di non essere richiamati il terzo giorno. Furbizia giovanile.

Oltre la comparsa e l’aiuto attrezzista ricordo che fui chiamato un paio di giorni come aiuto elettricista per la fiction Orgoglio 2 e lì dovevamo montare e smontare luci e gelatine (i filtri colorati che vanno davanti alle luci dandogli gradazioni diverse) nelle passerelle a venti metri da terra, i romanissimi elettricisti erano molto simpatici e nella collina accanto al teatro di posa il grande regista John Irvin (ho sempre amato il suo I mastini della guerra con Christopher Walken) girava delle scene del suo torbido Mine Haha - L’educazione fisica delle fanciulle; io approfittavo delle pause per andare là a spiare il set internazionale di un grande regista.

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Insomma, anche se poi l’avventura del cinema a Terni è andata com’è andata, di sicuro di quel periodo io e molti altri (ex)giovani più o meno cinefili abbiamo un bel carico di esperienze e aneddoti: anzi potrebbe essere simpatico come esperimento raccogliere qui nel blog i ricordi – come ho fatto io qui – di chi ha bazzicato il cinema a Terni nel periodo 1996/2006.

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